Il quotidiano può diventare eroico

Era il 24 Aprile del 2001, festa della Madonna della Mercede, quando firmai ‘introduzione ad un libretto “Storia di un piccolo fiammifero” per darlo alle stampe.

Devo dire che in tutti questi anni, dopo una prima lettura veloce, non osavo rileggerlo   perché  provavo un certo pudore ed ero sicura che rileggendo quanto pubblicato mi sarei pentita di quanto avevo scrittto. Ma in questi giorni ho trovato il coraggio di rileggerlo e devo dire che… sono rimasta stupita. Mi chiedo come ho fatto a scriverlo, come se fosse qualcosa di non mio, e  l’ho davvero gustato. Ma soprattutto ho capito di aver avuto la  fortuna di conoscere il segreto delLina Lucarinila vita di una donna davvero grande… grande nella sua piccolezza e apparente insignificanza.

Ho già detto il grande lavoro che ho dovuto fare per ricavare il profilo di Lina (ho letto e interpretato la sua grafia nei 43 quaderni, più o meno grossi, del suo diario, insieme a numerosissime lettere e foglietti volanti con riflessioni e annotazioni varie; per non parlare di difficoltà di vario genere che hanno accompagnato le varie stesure che hanno preceduto quella definitiva), ma ora voglio solo trascrivere una delle ultime pagine che contengono alcuni suoi pensieri che ancora mi commuovono (pag.64 e ss):

“Si giunge infine al 24 novembre del 1991. Il diario si interrompe… Viene ripreso il 9 gennaio del ’92. Ma a questo punto lascio a Lina la parola.

Sono tornata a casa ieri dopo esser stata ricoverata. Il 25 novembre ho avuto un ictus e la gamba e il braccio sinistro non funzionano bene. Dicono che ora va un pochino meglio, ma a me non sembra molto: Gesù, ti prego, aiutami Tu, ma aiutami tanto…

Gesù, Ti prego, fa’ che riesca a muovermi. Ma si faccia la tua volontà.

Gesù, la gamba e il braccio non vanno bene. Aiutami Tu! Fa’ che trovi una persona quando Roberta se ne andrà. Non riesco a fare il letto, a pulire i piatti…

Le ultime parole dell’ultimo diario sono queste:

Giovedì 16.1.92, h. 19,40

Aiutami Gesù, e Tu, Vergine di Bonaria, aiutami tanto.

Subito dopo interviene un altro ictus che compromette la sua situazione già precaria. Molto lenta e dolorosa è la riabilitazione. Tenterà ancora di scrivere e ci restano alcune pagine, con una grafia minuta e evidentemente difficoltosa, che ella fa avere al suo Padre spirituale per informarlo di quanto le accade. Sono pagine estremamente semplici e belle. Ormai non c’è più spazio se non per l’essenziale… ma, quel che predomina è una pace e un abbandono grande; ne trascrivo qualcuna.

23.3.92

Non dico nulla a Gesù: accetto solo. E’ sufficiente ciò. Lo spero proprio. Partirai [è rivolta a Padre G.] alla fine di aprile ed io ti seguirò come ti seguo sempre [con la preghiera e l’offerta di sé a Dio per la sua missione] perché Gesù ti sia vicino e ti aiuti sempre perché tu sia sempre il Suo Santo Sacerdote. Non riesco a dire molto, ma Gesù sa che mi affido a Lui, offrendo il mio “non far nulla”. Mi meraviglio, sai, di non preoccuparmi più. Mi piacerebbe essere già guarita, essere auto sufficiente, ma amo la sua volontà. Egli sa bene perché mi ha mandato il primo e il secondo ictus, a me non rimane che essere abbandonata… Io non ho nessun pensiero, non so più pensare.

 

24.3.92

Domani rinnoverò quanto offrii a Gesù qualche anno fa. Non ricordo cosa, forse il nascondimento. Mi piaceva offrire a Gesù il martirio del corpo e del cuore; nessuno lo sapeva. Ora invece, pur volendolo, non riesco, perché tutti lo notano: parlo poco bene, cammino male. E’ volontà di Gesù ed io sono abbandonata in Lui.

Giovedì Santo ’92

Oggi ho ricordato i sacerdoti a Gesù: è la loro giornata. Poco fa ho ricordato che alcuni mesi fa ti scrivevo che non sentivo tanto il desiderio di andare da Gesù. Sapevo che ci sarei andata presto. E’ stato così, ma in modo diverso da come immaginavo. Sono morta, ma il mio cuore batte ancora, sono morta a tutto… Gesù mi ha e mi stringe tra le sue braccia, e mi consola tanto. Ciò mi commuove tanto. Ciò che mi ha mandato è solo un atto d’amore verso i sacerdoti.

16.4.92

Per i sacerdoti e per i religiosi offro tutto: questa lentezza nel riprendermi… Ringrazia anche tu Gesù per le grazie che mi concede. Sono tante e tu lo sai. Come potrei parlarne con altri?

18.4.92

Sono diventata come una bambina: non riesco a parlare, a camminare… Gesù ama i piccoli e ciò mi dovrebbe consolare, però… tutto è accettato per Gesù e per aiutare i sacerdoti. Gesù è grande e pieno di attenzioni… Anche stamattina è venuta suor R. per darmi Gesù…

12.6.92

Ieri mi si è rotta la protesi della dentiera superiore. Offro a Gesù anche questo. (…) Accetto con tutto l’abbandono le mie limitazioni e ne ho tante. Cammino male, parlo male… Tutto è accettato per i sacerdoti e i futuri sacerdoti.

25.6.92

Mangio male e offro tutto a Gesù. Lo ringrazio se posso aiutare il Santo Padre e i Sacerdoti. Faccio la terapia, ma non vado bene. Non ci sono grandi speranze. Non camminerò più come una volta… Accetto tutto.

4.7.92

Sono contenta che Gesù mi abbia mandato questo male per poter aiutare il Santo Padre e te, felice soprattutto se ha mandato a me questa malattia al vostro posto. Voi siete troppo necessari.”

Se avete tempo e voglia potete leggere per intero il libretto a questo link

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