Le legittime preoccupazioni degli italiani

Se mi devo limitare ad un’analisi puramente legata all’apparenza, non posso non condividere le preoccupazioni della Morresi per il baratro che ci stanno preparando. Anche se so  che non è razionale abbandonarsi alla disperazione per questo male e menzogna che sembra capace di travolgere tutto. Il che è possibilissimo per chi non ha alcun motivo per sperare .

Ma, eccovi l’analisi della Morresi che molti condivideranno:

pensieri notturni preoccupati

26 Giugno 2012

UNO: oggi Pierferdinando Casini sul Corriere della Sera (e dove, sennò?) ha dichiarato di volersi alleare con il Pd di Bersani (non di Renzi, naturalmente). “Sì a un asse progressisti-moderati”, il titolone del Corriere, che chiaramente caldeggia la faccenda. Niente di nuovo sotto il sole: l’Udc prende il posto che fu della Margherita e si allea con il Pd per andare al governo. Naturalmente, secondo Casini, la colpa è tutta di Berlusconi (e di chi, sennò?). Lui, invece, l’angioletto bolognese, è tanto responsabile, ossignoramiachesollievochec’èPier, e vuole “un partito che sulle grandi questioni del Paese sappia esprimere e difendere i valori cristiani”. E io allora comincio a sbellicarmi dal ridere, considerato il RIGOROSO silenzio calato sui valori non negoziabili da parte di tutta l’Udc, Casini in testa. Chissà a quali valori si riferisce il candido e disinteressato Pier. Siamo tutti curiosi di saperlo.

DUE: tanto per facilitargli le cose, a Pier, il Corriere del Potere nella stessa pagina in cui lo incorona alleato di Bersani al prossimo governo, mette due lettere, una di Forlani, lo sconosciuto diventato portavoce del Forum di Todi, e l’altra di Rotondi, ex ministro del governo Berlusconi. L’obiettivo è semplice: fare dire a questi due che i valori non negoziabili in politica non bastano, non servono. Il più convinto è Forlani che evidentemente a Todi, l’anno scorso, anche se era portavoce del Forum non si è accorto che il convegno l’ha aperto il Card. Bagnasco, Presidente della CEI, casualmente invitato dal Forum stesso, il quale cardinale ha incentrato il suo intervento – bellissimo – proprio sui suddetti valori non negoziabili. Ma Forlani non se ne è accorto: era distratto da Passera, evidentemente (che era in odor di ministero), oppure da De Bortoli, il direttore del Corriere, o chissà da chi altri. Non lo sapremo mai, perché la lista dei convocati è rimasta rigorosamente segreta. Però ci hanno fatto sapere, bontà loro, che i misteriosi convocati rappresentavano “i cattolici”, tutti quanti. E noi ci siamo sentiti sollevati. Le conclusioni di quel convegno – di cui non conosciamo niente delle relazioni presentate – sono diventate un manifesto reso pubblico alla fine di maggio scorso (ce ne hanno messo di tempo, per concludere….). Su dieci pagine, ai valori non negoziabili hanno dedicato meno di due righe. E chissà perché al Corriere questi di Todi piacciono tanto. E chissà perché questi di Todi hanno tanto spazio sul Corriere. Ma chissà perchè, perché, perché….

TRE: vorrei far sommessamente notare che i valori non negoziabili non sono la parte decorativa ed accessoria della politica dei cattolici, o la fissazione ossessiva di qualche Papa (V. Benedetto XVI) insieme a qualche cardinale (v. Bagnasco e Ruini, tanto per fare due nomi). Ma sono il punto fondante su cui basare un pensiero, una posizione, un giudizio su tutto il resto. Finché non si capisce questo, sarà il Corriere  – o chi per lui – a guidare le danze per i cattolici: col ditino alzato, ci diranno quel che dobbiamo fare per avere spazio nella loro vetrina. E’ facile intuirlo: basta stare buoni e rimanere chiusi in sacrestia, pensando intensamente e con tristezza alla povertà nel mondo e alla siccità che avanza, e soprattutto alla nostra purificazione. E loro, finalmente, ci vorranno bene. Ci torneremo su.

QUATTRO: vorrei far sommessamente notare pure che sta per venire giù tutto. Intendo l’euro, e quindi l’Europa, con tutto quel che può significare. Vedremo cosa succederà a questo prossimo vertice europeo, il 28 giugno, ma per ora mi pare che i tedeschi siano sempre sulla stessa posizione: NEIN, NEIN, NEIN (traduzione: i debiti non si condividono, ognuno si paga i suoi, ma solo ed esclusivamente come diciamo noi). Comincio a pensare che l’idea di uscire dall’euro – noi o i tedeschi, a piacere – non sia poi così folle come mi era parsa fino a oggi. L’alternativa è morire di inedia, soffocati da tasse sempre crescenti per rispettare parametri economici decisi da altri. Vedremo.

Ma chi sono (e chi temono) i poteri forti?

Leggi l’articolo di G.L. Da Rold in Tracce

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