La camomilla ha sconfitto il male

La vita è bella comunque essa sia(pag. 107)

In fondo la vita di tutti noi non è altro che un’attesa.

L’importante è non sbagliare riguardo a ciò che dobbiamo attendere. La mia storia mi fa capire che la tensione da vivere, cioè l’attesa da mantenere viva, è quella della salvezza eterna, è quella della nostra sopravvivenza alla morte, è quella di un abbraccio che ci aspetta per il quale siamo nel mondo e grazie al quale la nostra situazione attuale, qualunque essa sia, diventa dono, diventa tramite, cammino, mezzo, aiuto per arrivare alla felicità vera e piena. E’ questa tensione, questa attesa, l’accorgermi di non essere solo in questa attesa, lo sperimentare che c’è la compagnia, che c’è il perdono, sono tutte queste cose che mi consentono di vivere una gioia di fondo, pur tra le ansie e le difficoltà, che per me è già preavviso, un segno della gioia piena per la quale mi sento fatto” (pag. 138).

Così scriveva Antonio Rodari il 21 ottobre del 1986 a quattro anni dalla morte preannunciatagli nel ’79 con la scoperta di un tumore al rene.

Non è quindi il discorso teoricamente bello e ortodosso di chi ha imparato le regole della vita, ma una dolorosa e, in fondo, dolce scoperta del segreto della vita dentro le sofferenze terribili di chi per undici anni combatte, con piena consapevolezza, la malattia che ha l’unica speranza in un miracolo.

E il miracolo avviene, non perché Antonio guarisce, ma perché la sua preghiera di poter aiutare negli studi almeno fino all’anno del diploma maturità il piccolo Marcello, che dovrà prendere il suo posto alla sua morte nel sostenere la mamma Lella e i fratellini Paolo e Giovanni, – preghiera condivisa da tutti i suoi amici -, viene misteriosamente esaudita.

 

Questo libro riporta oltre che i suoi ricordi di un’infanzia felice e piena di scoperte, anche i diari dei giorni della sua malattia scritti con un preciso intento: “…perché il Signore mi aiuti a cogliere il significato della mia vita e a viverla in funzione di questo significato” (pag. 90)

 

Questo diario è tutto un susseguirsi di riflessioni che sconvolgono e affascinano perché sembra impossibile che dentro una malattia così dolorosa, dentro l’ansia del futuro per le persone amate, con l’alternarsi delle preoccupazioni e delle speranze e delle certezze che solo una compagnia umana cristiana, accolta e vissuta con fedeltà pur dentro tutte le difficoltà, può tener deste… sembra impossibile che la fede possa mantenersi così viva da fargli dire il 10 febbraio 1987: “La mia malattia non genera in me solo dolore, ma mi spalanca a uno sguardo nuovo sul mondo: mi accorgo di cose meravigliose che il Signore mi ha messo vicino, di persone che hanno dentro una bellezza, una grandiosità che io prima, col mio sguardo superficiale e sempre distratto, non avevo nemmeno sospettato” (pag. 106). E uno si chiede perché mai per poter avere uno sguardo limpido sulla realtà si debba affrontare questo faticosissimo passaggio di una malattia che, a pochi mesi dalla morte, Antonio stesso definirà “bestiale“.

Anche le ultime righe che ci lascia sono una documentazione terribile e grandiosa della potenza di Dio quando un’anima si lascia plasmare: “all’apparir del vero” sembra che tutta la vita sia stata una illusione; ma la fedeltà vissuta e la compagnia dolce, paziente, amorosa della moglie, dei figli, degli amici della comunità cristiana, diventano lo sguardo con cui sa di dover affrontare anche le sofferenze più atroci: lo sguardo di chi capisce finalmente che tutta la vita e anche la malattia più terribile è data per un compito: “Il don Bruno mi ha fatto capire che devo vivere questa sofferenza come un compito, così come un compito finora ho cercato di vivere tutta la vita. Sono molto d’accordo con questa interpretazione della vita come compito da svolgere, perché solo così la morte e la sofferenza diventano cose degne dell’uomo” (pag. 34).

Tutto il breve ma intenso libro va letto e gustato per la profondità delle riflessioni che nascono da una sofferenza grandissima; e perciò non sono frutto di illusione, e possono aiutarci a comprendere quello che è veramente necessario per la vita.

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3 commenti

  1. Queste poche parole di Rodari che hai riportato racchiudono la verità di Dio; per chi crede ed ha veramente fede leggere queste parole non è altro che un ulteriore modo per avvicinarsi sempre più a Lui; l’uomo propone, Dio dispone. Ti ringrazio per avermi segnalato questo libro, sarà sicuramente la mia prossima lettura.

    Un saluto

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  2. Un uomo mai conosciuto di persona, eppure diventato un amico che spesso sostiene il mio passo ed il mio agire medico. Ho in casa anche l’edizione originale del libro, quella – più ricca di contenuti – che fu fatta in tiratura limitata all’indomani della sua partenza per il Paradiso. Libro letto e riletto, fedele compagno di viaggio.

    Ho scritto di Antonio Rodari anche sul mio blog, in più occasioni:
    http://talkin-walkin.blogspot.it/search?q=rodari

    Grazie per averemelo ricordato

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    • Anch’io ho anche la prima raccolta dei suoi scritti che mi hanno sempre affascinato per l’epi8sodio fantastico della camomilla.
      Lì uno capisce il vero stupore all’origine della bellezza della vita, xccomunque essa sia…
      Ti devo diverse visite al blog…. ma sai ultimamente ci sto pochissimo al pc per il sopraggiungere di una serie di problemi che mi tengono lontana! comunque ci passo ora! Ciao!

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