“Grazie per ricordarci chi è l’Uomo”

Mi è davvero piaciuta la lettera al direttore di Tempi dello scrittore-giornalista Fabio Cavallari:

Giovedì 07 Giugno 2012 13:12

Grazie per ricordarci chi è l’Uomo.
Lettera in carcere per Antonio Simone

Tempi
lettere al direttore Luigi Amicone

Caro Antonio,
Abbiamo scoperto in questi anni la dialettica di Nichi Vendola, ispirata ad una letteratura politica aristocratica di nicchia, ma suadente e carica di sonorità.
Poi quella tipica di una certa letteratura giudiziaria, che Travaglio ha trasformato in un successo giornalistico. Senza contare la letteratura romanzata infarcita da nobiltà gergali o leggende trucidi, del santon Saviano. Confesso di provare una certa invidia umana per la loro capacità di trasformare la parola scritta in abbondante pane (soldoni) quotidiano. Ma la letteratura un’altra cosa. I premi nobel, i riconoscimenti, le copie vendute, sono materiale per il commercio del circo. Scrivere è altra cosa. Sono le tue lettere dal carcere. Parole che ti prendono a schiaffi, o ti portano dentro sette metri quadrati di realtà, dove l’umano è il protagonista assoluto. Altroché le buone scritture o le belle bandiere!
La scrittura come la musica, il cibo ed il vino, unisce poveri diavoli, contadini con le unghie sporche, conti e sfaccendati, nobildonne e cardinali. “Siamo figli dello stesso Dio” erano in grado di dire un tempo, uomini e donne del nostro paese. Chi scrive, rievoca memorie, fa profezie sul futuro, si protrae in una continua lettera al padre, al maestro. Padre, Maestro che tu declini in “magister” Gesù Cristo, Giussani, mentre io sosto nell’alveo profano di colui che protegge, nutre, mantiene la famiglia.

Differenze, colpe, ammissioni, precisazioni, è tutta materia per il circo! Io mi limito ad usare la parola “Grazie” che poco può alleviare la tua condizione, che nulla può fare al cospetto del patibolo giudicante di chi scrive con la penna e la bocca grondante del sangue giustizialista. Ma sono nulla le tesi accusatorie, i teoremi, le astrazioni di coloro che si ricordano della Costituzione solo per fare retorica dell’articolo 1. Sono nulla rispetto alla capacità di guardare gli altri, anche costretti in pochi metri quadrati, privati del bene più grande che è la libertà. Grazie per ricordarci chi è l’Uomo.

(qui per leggere tutte leggere tutte le lettere dal carcere di Antonio Simone)

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4 commenti

  1. Giampaolo Pazzaglia

     /  giugno 8, 2012

    Testimonianze straordinarie.Grazie Anna..ma varrebbe la pena diffonderle ancor di più su internet.Giampaolo. Ciao.

    Rispondi
  2. Gherardo Fiume

     /  giugno 8, 2012

    Non c’e’ differenza , viviamo in questa galera per colpa dell’iiersponsabilita’ di chi per cercare e raggiungere un posto al sole si dimentica di cercare la Luce.

    Ciao. Gherardo

    Rispondi
    • Non c’è differenza esteriormente. Però quello che conta è la dignità dell’uomo che può essere offesa, strapazzata ma resta sempre e se l’uomo ne è consapevole aiuta tutti quelli che non ci pensano a recuperarla.
      Grazie e ciao!

      Rispondi

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