Occorre sperare e avere una speranza affidabile…

Anche oggi una notizia drammatica. Un amico di Ferrara mi ha appena raccontato della sua seconda notte in preda al terremoto, un altro ha la casa lesionata ma è vivo e un post appena letto fa riflettere su queste misteriose coincidenze.

A me veniva immediatamente da pensare che, nella disgrazia collettiva, rischiamo di chiuderci in noi stessi sopraffatti dal dolore del perché senza risposta. Ma è disumano censurare quell’impeto di commozione e solidarietà che nasce spontaneo davanti a tanto dolore. Occorre che il nostro cuore si risvegli e ridiventi quel cuore di carne pieno di voglia di ricostruire, come quei ragazzi che ieri hanno testimoniato il loro coraggio al funerale di Melissa.

Tutto ciò è semplicemente umano…

Ma , se ricorriamo , confidenti a un Dio che ci ha promesso di essere sempre con noi fino alla fine del mondo -, perché Lui sì, ha vinto il mondo e il male, dopo averli affrontati a viso aperto – il coraggio sarà moltiplicato e ci vedrà, ognuno al suo posto, all’opera. Un’opera di ricostruzione dell’umano devastato dagli anni di disumanità che hanno caratterizzato questi ultimi tempi.

Ho letto qui una testimonianza accompagnata dalla riflessione molto bella

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