Non credo al gesto di un pazzo

Non ho ancora aperto i quotidiani di stamane, ma ho sentito ieri qualche battuta alla tv. Non ricordo più chi sia o all’interno di quale trasmissione l’abbia detto, però, qualcuno ha affermato che il gesto criminale dell’attentato in cui Melissa ha perso la vita, sarebbe il gesto di un folle.

E’ molto facile fugare dalla coscienza l’ombra del dubbio sulla nostra responsabilità personale e collettiva, di cui ho parlato nei due post precedenti , con l’additare un mostro pazzo.

Non è giusto addossare ad un unico personaggio, sia pure disturbato mentalmente, un gesto che anni di odio insinuato, detto, urlato, istigato, non messo a tacere hanno coccolato e custodito con allegra irresponsabiltà che riteneva democratico esprimere  l’indignazione, lo sdegno, la rabbia e non il senso di responsabilità anche di una sola parola detta a sproposito. E si vuole continuare così…

L’unica cosa dignitosa e giusta ed efficace che possiamo fare è almeno il silenzio e la preghiera per chi sa farlo, perché questo piano inclinato che ci sta portando alla totale autodistruzione si fermi e tutti possiamo ricominciare a respirare.

Le Istituzioni penseranno alle indagini e d è bene fidarsi di loro perché è la loro responsabilità. Ma noi non possiamo starcene a mani in mano senza almeno porci la domanda che mi pare fondamentale: quanto tempo vogliamo ancora lasciar passare senza prendere sul serio la nostra sia pur piccolissima responsabilità personale per la costruzione di un ambiente più giusto e pacifico intorno a noi?

Aggiornamento:

Tra gli articoli che ho letto stamane , il meno lontano dal mio pensiero è stato quello di Alessandro D’Avenia per “La Stampa”

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2 commenti

  1. Ciao carissima, sono d’accordo con A. D’ Avenia, ma secondo me, non basta risvegliare la ‘coscienza sociale’ di un’ intera nazione per sconfiggere il male qualunque nome esso abbia! La soluzione reale ce la dona il Santo Padre Benedetto XVI quando ci propone il ritorno alla fede, il ritorno al sacro, a Gesù, presente ed operante nella sua Chiesa. Tutto il resto verrà da sè….
    Un abbraccio

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    • però il nostro è un discorso difficile da far accettare… è difficile andare controcorrente. nessuno vuole rientrare in sè.
      Comunque nessuno può impedirci di esprimerci… almeno per il momento

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