L’inferno del carcere

Sconvolta,  riporto un passaggio di una lettera dal carcere, non di cento anni fa e nemmeno di un posto lontano:

“Rientro in cella, leggo la preghiera del Gius e la grazia che imploro è che sopra la follia sia data una speranza a ciascuno; cioè che ciascuno, guardando un bene avuto, possa guardare con compassione la propria e altrui follia e chiedere di ricominciare.

Fatelo anche voi, per piacere”.

Leggete la lettera qui

Davanti a questo degradamento dell’umano cosa si può fare se non invocare  una speranza?

E non è che la cosa non ci riguardi perché siamo lontani da san Vittore…  purtroppo anche le nostre strade stanno diventando così.  Cosa fare se non quanto ci suggerisce la conclusione della lettera?

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