Il 25 aprile: la libertà è un compito affascinante

Ricevo e metto in comune questo prezioso contributo di G.M.:

Oggi è il 25 aprile, anniversario della Liberazione.
E’ un brano di Hannah Arendt ad aiutarmi a comprendere di più il compito che viene da questa festa.
Scrive la Arendt nel suo testo “Sulla rivoluzione”

“E’ forse ozioso precisare che liberazione e libertà non sono la stessa cosa; che la liberazione può essere una condizione della libertà, ma è assolutamente da escludere che vi conduca
automaticamente; che il concetto di libertà implicito nella liberazione può essere solo negativo, e quindi l’intenzione di liberare non si identifica col desiderio di libertà. Tuttavia, se queste ovvietà vengono frequentemente dimenticate, è perché la “liberazione” è sempre apparsa come una cosa grandiosa e la fondazione della libertà è sempre stata incerta, se non del tutto inconsistente.
La libertà inoltre ha svolto un ruolo di gran peso, e abbastanza controverso, nella storia del pensiero sia filosofico sia religioso, e lo ha fatto per tutti quei secoli – dal declino del mondo antico alla nascita del mondo moderno – in cui la libertà politica non esisteva e, per ragioni che qui non ci interessano, gli uomini neppure se ne curavano. Così è divenuto quasi assiomatico, persino nella teoria politica, intendere per libertà politica non un fenomeno politico ma al contrario l’insieme più o meno libero di attività non politiche che un determinato stato è disposto a consentire e garantire a coloro che lo costituiscono “

Dalla liberazione viene un compito, quello della libertà, e non vi è meccanicità, non vi è nemmeno uno sviluppo evolutivo necessario, la liberazione è una condizione per il cammino della libertà.
Don Julian Carron al Meeting di Rimini del 2005 ha descritto in modo suggestivo ed efficace in che cosa consista questo cammino della libertà

2.3. Libertà come capacità di soddisfazione totale

“La libertà, allora, proprio a partire dalla esperienza di soddisfazione di desideri immediati e parziali, si svela come la “capacità” della soddisfazione totale, completa, cioè come capacità della perfezione, della realizzazione di sé, vale a dire del proprio desiderio d’uomo[14].
Nessuno come Leopardi ha descritto la natura del desiderio umano:
«Il non poter essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, della terra intera; considerare l’ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell’animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l’universo infinito, e sentire che l’animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d’insufficienza e di nullità, e patire mancamento e vòto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana»[15].
Questa è la grandezza unica dell’uomo: il suo desiderio è «ancora più grande che sì fatto universo». È proprio per questa ampiezza del nostro desiderio che noi possiamo «accusare le cose d’insufficienza e di nullità, e patire mancamento e vòto, e però noia». Quello che per tanti è la disgrazia della vita – sentire l’insufficienza di tutto, patire mancamento e vòto -, è per Leopardi il maggior segno di grandezza della natura umana. Possiamo accusare quella insufficienza proprio perché, per natura, strutturalmente, abbiamo dentro di noi la capacità di giudicare: è ciò che la Bibbia chiama cuore. Senza la possibilità di giudicare da se stesso quello che gli corrisponde o meno, l’affermazione della dignità dell’uomo non è che una parola vuota, e l’uomo, in fondo, dipende dal potere. Come si desta il desiderio? Questa è una questione decisiva oggi, in cui il desiderio non si può dare per scontato perché, come dice A. del Noce, «il nichilismo oggi corrente è il nichilismo gaio, cioè, senza inquietudine (forse si potrebbe addirittura definirlo per la soppressione dell’inquietum cor meum agostiniano)»[16].3. Il cammino della libertà
Qualsiasi sia la situazione in cui ognuno di noi si trova, il reale continua a venirci incontro, destando in noi stupore, cioè la curiosità e il desiderio di quello che abbiamo davanti. È sempre l’impatto col reale che desta la nostra umanità, in tutte le sue dimensioni e capacità.
«Le capacità che sono in noi non si sono fatte da sé, ma anche non si traducono in atto da sole. Sono come una macchina che, oltre ad essere stata costruita da altri, ha bisogno anche di un altro che la metta in marcia. Ogni capacità umana, in una parola, deve essere provocata, sollecitata per mettersi in azione»[17]. Ciò che la mette in moto è l’impatto con la realtà.
È quindi il reale che desta il desiderio, in quanto si mostra carico di attrattiva. Lungi dal restare indifferente, noi siamo originalmente attratti dalla bellezza – dal bene -del reale. Nell’incontro con la realtà che attrae, la libertà è messa in moto. In questo impatto col reale, che accade in continuazione – perché non possiamo pensarci al di fuori della realtà – e che ci attira, la libertà è già dall’inizio chiamata in causa. Come? Deve rispondere alla chiamata dell’attrattiva del reale. La libertà è chiamata qui a compiere il primo passo del suo cammino: a decidere se cedere o meno all’attrattiva del reale che ha davanti. Questa non neutralità della libertà di fronte al reale fa sì che le diverse opzioni di fronte al significato del reale non siano ugualmente ragionevoli. Chi respinge l’attrattiva del reale sta già censurando un dato e per questo è meno ragionevole che chi ne prende atto[18].
Questo mette in evidenza un primo aspetto di autopossesso che caratterizza la libertà[19]. Qualsiasi sia l’attrattiva del reale, questa non elimina infatti la capacità di scelta della libertà. Anzi, la mette in moto. Tutta l’imponente attrattiva dell’Essere non risparmia all’uomo la sua capacità di decidere, ne costituisce al contrario la vera e originaria provocazione.
In base a che cosa decidiamo di aderire o meno a questa provocazione? In base alla corrispondenza che il reale realizza con le esigenze del cuore. Il contraccolpo che l’Essere provoca in me costituisce il giudizio in base al quale mi muovo[20]. Quando davanti a delle belle montagne mi stupisco e dico: «Che bello!», do un giudizio su quelle montagne, come quando grido di dolore davanti a una insofferenza ingiustamente inflitta a me o ad altri. Questo giudizio velocissimo, per cui sorprendo se una cosa mi corrisponde o no, è ciò che prepara e orienta la mossa, il passo, a cui la libertà è chiamata[21].
Ma questo, come dicevamo, è solo il primo passo del cammino della libertà. Domandiamo: che cosa si gioca nella scelta, in ogni scelta? L’adesione a ciò che appare e riconosciamo come un bene. La scelta è cioè in vista del compimento, del fine. Perché voglio avere capacità di scelta? Per aderire a ciò da cui sono colpito e attratto. «La mia libertà – scrive J. R. Jiménez – consiste nel prendere della vita ciò che mi sembra meglio per me e per tutti”». La ragazza vuole avere capacità di scelta per poter decidere di andare alla festa, cioè per aderire a un bene intravisto. È proprio in questa adesione che trova soddisfazione il suo desiderio e, quindi, essa si sente libera.
La capacità di scelta è propria di una libertà ancora in cammino verso la sua piena realizzazione, che consiste nella adesione a quello che corrisponde, cioè al Bene, al destino. Fermarsi soltanto al primo aspetto – la possibilità di scelta – è, di fatto, rinunciare al compimento della libertà, perché io non esercito la capacità di scelta che ho, se non nell’aderire a quello che desidero. La capacità di scelta ha, quindi, come scopo l’adesione. «Io non posso concepire né tollerare alcuna utopia che non mi lasci la libertà che è più cara: la libertà di vincolare me stesso»[22]; di vincolarmi a ciò che mi compie, all’infinito che cerco nei piaceri, al Tu che mi chiama attraverso l’attrattiva delle cose, al Tu che mi fa essere, a Colui cui posso dire: «La mia verità sei tu, il mio io sei tu, io sono Tu che mi fai».
È in questa adesione a quello che mi corrisponde che il desiderio trova soddisfazione”

Un compito affascinante!!!

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: