“…il realismo più intenso e più drammatico è domandarlo”

“… bisogna chiedere! Mai, come di fronte a Cristo risorto, la nostra domanda deve intensificarsi: mai abbiamo chiesto, domandato, la fedeltà nell’affermazione della tua Risurrezione, o Cristo!

(…) Mai la parola chiedere, pregare, domandare diventa decisiva come di fronte al Mistero di Cristo Risorto.
Per immegerci nel grande Mistero dobbiamo supplicare, domandare: domandare: questa è la ricchezza più grande.

Come l’intelligenza più grande è affermarlo, così l’affettività più ricca è domandarlo, il realismo più intenso e più drammatico è domandarlo.

(L. Giussani, La familiarità con Cristo, pag. 81)

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1 Commento

  1. Ne parlavo ieri con un amico: in fondo non c’è alcuna differenza tra i cristiani e i non credenti: abbiamo gli stessi dolori, gli stessi problemi. Siamo davevro tutti i uguali, ognuno con il suo fardello di gioie e dolori.
    Ma c’è una cosa che ci differenzia: che il cristiano sa che c’è un Dio che ha già vinto il male di tutti e che per questo può essere lieto… deve essere lieto. Se il male è il nemico del bene, che sia stato sconfitto una volta per tutte è decisivo.
    C’è però la fatica ineliminabile della libertà che si converte a questa certezza e con fiducia, entra nelle circostanze, anche nelle più dolorose, confidando nella vittoria di Cristo che può coinvolgere anche noi, se lo vogliamo.

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