“Solo il divino salva l’umano”

Basta guardare quello che  accade. Perché il nostro  punto di partenza, ci ha insegnato sempre don Giussani, è sorprendere qualcosa di nuovo che sta accadendo ora. Basterebbe questa semplicità che uno vede in sé, che può vedere nei suoi genitori, per incominciare a fare la strada.
Ma qual è l’origine di questo? Chi è all’opera? Questa è la domanda rispetto alla quale tu devi essere serio, perché, come dicevo di recente, mi stupisce tantissimo l’episodio dei discepoli che
tornano dalla missione: hanno davanti Gesù – mentre a noi Lui può apparire astratto –, lo hanno davanti, carnalmente presente. Ma questo non basta loro per rendersi conto di Lui, della Sua
diversità, tanto è vero che sono più presi dal successo, dai miracoli compiuti, che da Lui.
In che cosa manifesta l’amicizia Gesù verso i suoi amici? In che cosa consiste? Avrebbe potuto anche Lui unirsi alla festa: «Allora festeggiamo perché  la vostra missione è veramente andata benissimo», anche Lui avrebbe potuto essere contento, li aveva mandati Lui in missione, no?
Ma come Gesù è amico dei discepoli?
Come io sono amico tuo,  adesso, davanti a quello che hai raccontato?
Invitandoti, come fa Gesù, a guardare oltre: «Ma vi rendete conto? Non rallegratevi soltanto di quello che è successo, rallegratevi del fatto che tutto questo è soltanto l’inizio di quello a cui voglio portarvi; e di quello a cui voglio portarvi la cosa più importante è che voi siete stati scelti, che voi siete Miei amici». Perché se tutto quello che raccontiamo, tutto quello che vediamo, tutto quello in cui sorprendiamo una novità, non è per crescere nell’amicizia con Cristo, non ci serve per alzarci domani mattina. Io non posso offrire contributo migliore che rimettere davanti a me e davanti a voi il modo con cui Gesù è amico dei Suoi amici.
Non ho altro da dirvi di più interessante di questo, perché Gesù è venuto e sa benissimo qual è il nostro bisogno, più di noi; e, come ci ha sempre insegnato don Giussani, sta qui tutta la differenza, tutta la novità di Gesù: che solo il divino salva l’umano, solo il divino è in grado di cogliere tutti i fattori dell’umano. Solo Lui è in grado di rendersi conto di tutto il bisogno dei Suoi amici, è l’unico in grado di non ridurli a quello a cui si riducono loro stessi, e proprio perché li guarda così, secondo tutto il loro bisogno e tutta la profondità del bisogno, dice loro: «Amici, non  accontentatevi di questo, perché sono delle conseguenze, sono dei segni, la cosa interessante è che tutto questo grida un’altra cosa».
Anche voi dovete rendervene conto, perché altrimenti rimanete con tutto quello che è successo, che però non risponde a tutto il vostro bisogno. L’unica cosa che risponde a questo bisogno è un rapporto!
Se non cresciamo in un rapporto con Lui, nel rapporto con i tuoi genitori, quello che accade non fa venir fuori un’intensità, un incremento, una profondità. Gesù vuole proprio questo per noi. Occorre capire che tutto si gioca in questo incremento.
Per questo, alla fine della presentazione di All’origine della pretesa cristiana abbiamo detto che non si tratta neanche tanto dell’immagine del cambiamento, ma
di un rapporto che cresce. È la sfida di quest’anno. (J. Carròn)
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