Botta e risposta fra l’Università Vita e Salute del San Raffaele e Assuntina Morresi

Dopo la pubblicazione nell’inserto “E’ Vita” di Avvenire degli articoli di A. Morresi Sgomenta l’aborto «post-nascita». Ma non è nuovo.  e  Quando la bioetica diventa campo di battaglia, naturalmente ci sono state delle repliche da parte di chi vorrebbe prendere le distanze da certe scelte in cui, suo malgrado, è implicato, e c’è uno scambio di battutte, sempre su “Avvenire” nella rubrica “Lettere al Direttore”, tra la stessa Morresi e Paolo Klun della Università Vita-Salute del San Raffaele e, naturalmente c’è anche il giudizio del Direttore del giornale.

Riporto la risposta della Morresi e rimando all’originale per comprendere meglio la polemica:

Non sono la prima né l’unica ad adoperare il termine «collaborazione», che tanto ha infastidito il signor Klun. Si legge, per esempio, a pagina 6 del Oxford Uehiro Centre for Practical Ethics Annual Activity Report, 1 april 2007 – 31 march 2008, a proposito del progetto di ricerca “Enhance”.
Uso quindi il termine con cui lo stesso Centro di Ricerca del professor Savulescu definisce il proprio rapporto con l’Università Vita e Salute. Mi chiedo se abbiate già protestato con il Centro di Etica di Oxford per l’uso della parola collaboration con la stessa sollecitudine con cui lo avete fatto con Avvenire.
Ma provo a spiegare più chiaramente, anche a chi non ha confidenza con il mondo accademico, di cosa si tratti: cinque gruppi di ricerca, appartenenti a cinque università europee, presentano un progetto comune.
Ricevono un finanziamento e per due anni lavorano al progetto, ciascuno sviluppando, ovviamente in autonomia, la parte di competenza. Uno dei gruppi fa riferimento alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita e Salute del San Raffaele. Un altro fa riferimento al Center for Pratical Ethics dell’Università di Oxford, e responsabile è appunto il professor Julian Savulescu. Il nome del progetto finanziato è “Enhance“.
Si tratta di una delle più consuete forme di collaborazione fra Università.
Se gruppi di ricerca decidono di presentare insieme un progetto è perché ritengono interessante e utile, appunto, “collaborare”, sulla base di una reciproca stima e legittimazione dal punto di vista scientifico.
Nessun gruppo di ricerca accetterebbe di far parte di un progetto insieme a colleghi ritenuti screditati o marginali dal punto di vista scientifico. Che le università possano presentare un comune progetto di ricerca, e insieme rinnegare completamente la reciproca collaborazione, mi pare francamente un’idea difficile da far passare.
Alla data in cui il progetto è stato presentato, Savulescu era già largamente conosciuto nella comunità scientifica per le sue tesi in bioetica. Aveva già conseguito il dottorato con la supervisione del ben noto Peter Singer; aveva già firmato articoli come, ad esempio,Procreative beneficence: why we should select the best children (Beneficienza procreativa: perchè dovremmo selezionare il bambino migliore), o anche The embryonic stem cell lottery and the cannibalization of human beings (La lotteria delle cellule staminali embrionali e la cannibalizzazione degli esseri umani). Ma gli esempi sarebbero moltissimi.
Per la precisione, come si può vedere nel sito di “Enhance”, accanto al Center for Practical Ethics, figura anche il “Future of Humanity Institute”, diretto da Nick Bostrom, noto per aver fondato nel 1998 la World Transhumanist Association. Cioè il suddetto progetto includeva anche uno dei padri del transumanesimo.
Queste notizie sono già state scritte negli anni passati, da me e da altri, ma non è mai arrivata alcuna precisazione da parte dell’Università Vita-Salute. Arriva solo adesso, forse perché solo adesso, con l’articolo sull’infanticidio, il nome di Savulescu è diventato più noto e più scomodo?
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2 commenti

  1. Credo che la mercificazione dell’essere umano non sia stata mai così ‘omnicomprensiva’ come in questi nostri tempi, dove la tecnica sta svolgendo una parte preponderante nell’asservire le finalità del vero bene alle mode e alle ideologie di chi senza morale e senza religione crede di potersi sostituire a Dio o di poter vivere come se non ci fosse.
    I tuoi post fanno sempre riflettere…
    Grazie, davvero, per il tuo contributo , molto prezioso, a servizio della Verità.
    Un abbraccio e buona domenica

    Rispondi
    • Grazie cara Martina!
      Il tuo è un incoraggiamento anche perché è con questo intento che cerco di essere presente – quando posso! – nel web!
      Un abbraccio!

      Rispondi

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