La Provvidenza opera sempre

Dal sito della Fraternità la lettera di un missionario:

“Si chiama provvidenza”

Carissimo don Massimo,
ti racconto un fatto che mi è accaduto e che mi ha molto colpito perché testimonia come il Signore sia sempre all’opera attraverso di noi.
Maria, una donna che l’anno scorso avevo aiutato tramite la Caritas, e i cui figli frequentano il catechismo della prima comunione, domenica scorsa mi aveva detto che avrebbe voluto parlarmi. Io ho pensato: “I soliti problemi, poverina”. Oggi è venuta e ho dovuto prendere atto che mi stavo sbagliando. Non voleva raccontarmi altri problemi. Tutt’altro: voleva farmi partecipe di quello che sta vivendo da quando io, un anno fa, a una sua domanda: «Mi va tutto male, forse mi hanno fatto il malocchio?», avevo risposto: «Tu non ti preoccupare, prega e vedrai che tutto si sistemerà».
Io non mi ricordavo di quell’episodio. Di fatto, lei ha preso sul serio questa mia semplice indicazione (in effetti ho cominciato a vederla tutte le domeniche a messa). Ed è venuta a raccontarmi tutti i fatti belli e incredibili che le sono accaduti da quando ha cominciato a chiedere aiuto al Signore. Eccone alcuni:
– Non aveva niente da mangiare, e inaspettatamente bussa la vicina con un filoncino di pane, che le è avanzato.
– Stava camminando per strada, i figli le chiedono che cosa mangeranno, e lei risponde: «Il poco che abbiamo». Arrivata a casa trova un’amica che era venuta a portarle un pacco pieno di alimenti. Mi ha donato una parte di questi come ringraziamento al Signore per questo dono (come gli ebrei al tempio).
– I bambini desideravano una bicicletta per Natale, ma lei non poteva permettersela. Arriva la vicina, che le regala una bicicletta che aveva comprato anni fa per i suoi nipoti, i quali non l’hanno mai usata.
– La sera si inginocchia a pregare davanti al letto, e i suoi tre figli, a mani giunte, si inginocchiano e pregano con lei.
Mi ha chiesto: «Come si chiama ciò che mi sta accadendo?». Io le ho risposto: «Si chiama Provvidenza». E lei: «E che cos’è la Provvidenza?». Io ho preso il vangelo che ho sulla libreria di fianco alla scrivania e le ho fatto leggere il finale del sesto capitolo del Vangelo di Matteo: «Non affannatevi per quello che mangerete…». Quando è arrivata al versetto: «Il Padre vostro sa di cosa avete bisogno», ha iniziato a piangere, dicendo: «È proprio quello che sta succedendo a me».
Oltre a rendermi evidente ciò che il Signore compie fra di noi, mi ha molto colpito il desiderio di questa donna di ricambiare ciò che sta ricevendo. Mi ha chiesto: «Che cosa posso fare adesso per ringraziare?». Aiutiamo molte persone, ma pochissimi mostrano questa gratitudine (sembra di rivivere la scena dei dieci lebbrosi). Io semplicemente le ho riposto: «Continua a venire a messa, ricevi i sacramenti; poi quando questo momento di crisi si sarà risolto, potrai aiutare altri che si trovano nella tua attuale situazione». Poi le ho chiesto di mettere per iscritto, in forma anonima, i fatti che mi ha raccontato, perché desidero farne partecipi anche altri.
Ti potrei raccontare altri episodi, mi riprometto di farlo in altre lettere.
Un abbraccio, tuo
Santo

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2 commenti

  1. gigio

     /  marzo 8, 2012

    Incredibile quanto nel ultimo periodo la Provvidenza ha operato per me ! 🙂

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