Il Mendicante e il re

Benedetta Bianchi PorroMi ha sempre affascinate e commosso la storia di Benedetta Bianchi Porro per la quale è in corso la causa di beatificazione. Si tratta di una breve e dolcissima storia di amore e di dolore e ho ritrovato nel web la leggenda sempre amata da questa giovane piena di vitalità e di amici, ma morta prematuramente per una malattia che nessun medico era riuscito a diagnosticare.
Solo lei, alla vigilia della laurea, scoprirà il nome della sua terribile malattia: il morbo di Recklingshausen, che in breve la porterà alla morte.

Ecco la leggenda che accompagnò Benedetta per tutta la vita:

 
     

 

"Ricordi la leggenda?"

Ci sono dei momenti di verità delle persone, momenti nei quali tutto il senso di una vita si capisce. Benedetta Bianchi Porro, qualche ora prima di morire, chiede alla madre: “Ricordi la leggenda?”.



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La madre si domanda cosa voglia la figlia, ma non ricorda. Solo qualche giorno dopo, le viene in mente che Benedetta si riferisce alla leggenda del mendicante e del re.

Leggiamola e proviamo a meditare un poco.

«Ero andato mendicando di uscio in uscio lungo il sentiero del villaggio, quando, nella lontananza, apparve il Tuo aureo cocchio come un segno meraviglioso; io mi domandai: Chi sarà questo Re di tutti i re?
Crebbero le mie speranze e pensai che i miei giorni tristi sarebbero finiti; stetti ad attendere che l'elemosina mi fosse data senza che la chiedessi, e che le ricchezze venissero sparse ovunque nella polvere.
Il cocchio mi si fermò accanto.
Il Tuo sguardo cadde su di me e scendesti con un sorriso. Sentivo che era giunto alfine il momento supremo della mia vita. 
 
Ma Tu, ad un tratto, mi stendesti la mano dritta dicendomi:   "Cosa hai da darmi?".
Ah !, qual gesto regale fu quello di stendere la Tua palma per chiedere a un povero!
Confuso ed esitante tirai fuori lentamente dalla mia bisaccia un acino di grano e te lo diedi.
Ma qual non fu la mia sorpresa quando, sul finir del giorno, vuotai per terra la mia bisaccia e trovai nello scarso mucchietto un granellino d'oro!
Piansi amaramente di non aver avuto il cuore di darTi tutto quello che possedevo».

Tagore

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