La Vierge à Midi – La Vergine a Mezzogiorno


Il est midi. Je vois l’église ouverte. Il faut entrer.
Mère de Jésus-Christ, je ne viens pas prier.
Je n’ai rien à offrir et rien à demander.

Je viens seulement, Mère, pour vous regarder.

Vous regarder, pleurer de bonheur, savoir cela

Que je suis votre fils et que vous êtes là.

Rien que pour un moment pendant que tout s’arrête.

Midi !

Être avec vous, Marie, en ce lieu où vous êtes.

Ne rien dire, regarder votre visage,

Laisser le cœur chanter dans son propre langage.

Ne rien dire, mais seulement chanter parce qu’on a le cœur trop plein,

Comme le merle qui suit son idée en ces espèces de couplets soudains.

Parce que vous êtes belle, parce que vous êtes immaculée,

La femme dans la Grâce enfin restituée,

La créature dans son honneur premier et dans son épanouissement final,

Telle qu’elle est sortie de Dieu au matin de sa splendeur originale.

Intacte ineffablement parce que vous êtes la Mère de Jésus-Christ,

Qui est la vérité entre vos bras, et la seule espérance et le seul fruit.

Parce que vous êtes la femme, l’Eden de l’ancienne tendresse oubliée,

Dont le regard trouve le cœur tout à coup et fait jaillir les larmes accumulées,

Parce que vous m’avez sauvé, parce que vous avez sauvé la France,

Parce qu’elle aussi, comme moi, pour vous fut cette chose à laquelle on pense,

Parce qu’à l’heure où tout craquait, c’est alors que vous êtes intervenue,

Parce que vous avez sauvé la France une fois de plus,

Parce qu’il est midi, parce que nous sommes en ce jour d’aujourd’hui,

parce que vous êtes là pour toujours, simplement parce que vous êtes Marie, simplement parce que vous existez,

Mère de Jésus-Christ, soyez remerciée !

 

Paul Claudel

(da "La Vierge à midi", Poèmes de Guerre, N.R.F., 1914-1915)


(link)

*****

E’ mezzogiorno. Vedo la chiesa aperta. Bisogna entrare.

Madre di Gesù Cristo, non vengo a pregare. 

Non ho niente da offrire e niente da domandare.

Vengo solamente,  Madre, a vederti. 

Vederti, piangere di felicità, sapere questo

Che sono tuo figlio e tu sei qui. 

Solamente per un momento mentre tutto si ferma. Mezzogiorno!

Stare con te, Maria, in questo luogo dove tu stai. 

Non dire niente, guardare il tuo viso,

Lasciare cantare il cuore nel linguaggio che gli è proprio, 

Non dire niente, ma solamente cantare perché si ha il cuore troppo pieno.

Come il merlo che segue la sua idea in quelle specie di strofe improvvise. 

Perché sei bella, perché sei immacolata,

La donna finalmente ristabilita nella Grazia, 

La creatura nel suo onore primo e nella sua fioritura ultima,

Com’ è uscita da Dio nel mattino del suo splendore originale. 

Intatta ineffabilmente, perché sei la Madre di Gesù Cristo,

Che è la verità fra le tue braccia, e la sola speranza e il solo frutto.

Perché sei la donna, l’ Eden dell’ antica tenerezza dimenticata,

Il cui sguardo trova subito il cuore e fa sgorgare le lacrime accumulate, 

Perché mi hai salvato, perché hai salvato la Francia,

Perché anch’ essa, come me, per te fu la cosa alla quale si pensa, 

Perché nell’ ora in cui tutto traballava proprio allora  sei intervenuta,

Perché hai salvato la Francia ancora una volta, 

Perché è mezzogiorno, perché siamo in questa giornata che è oggi,

Perché sei qui per sempre, semplicemente perché sei Maria, semplicemente perché esisti, 

Madre di Gesù Cristo, sii ringraziata.

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20 commenti

  1. Grazie per questa preghiera di Claudel nella ricorrenza dell’armistizio.

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  2. Me l’ha segnalata un amico di recentissima conoscenza, Didimo e ho voluto postarla perchè è come un soffio d’aria pura i mezzo alle notizie del nostro povero mondo così tormentato e senza Dio.

    Rispondi
  3. Il Magnificat dei francesi …

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  4. Non lo sapevo Trumpkin.

    Certo: è bellissima!

    Rispondi
  5. Ciao Anna. Come è bella questa “preghiera” che ho fatto mia stamattina. Guardare e far parlare il cuore nel silenzio carico di significato di una chiesa difronte a Maria. La chiesetta vicino a casa mia ha un pala d’altare di scuola giottesca che raffigura la Madonna e quando entro per qualche minuto davanti a Lei ho provato quelle “vertigini” di Claudel. E misteriosamente abbraccia il reale, tutti i segmenti della vita.”Perchè hai salvato la Francia ancora una volta”. Un abbraccio

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  6. Trumpkin racconta ciò che sai di questa preghiera mi interessa molto, sempre se AnnaV acconsente.

    Rispondi
  7. AnnaV rigrazia anche il nuovo amico Didimo, con un nome così confidiamo che arriverà molto altro.

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  8. Certo che acconsento, sia che voglia postare qui, sia che voglia parlarne nel suo blog!
    E’ tutto uno scambio di ricchezze!

    Rispondi
  9. ???
    Chiedo perdono!

    Il mio commento è stata un’esternazione del cuore!

    Leggendo la preghiera di Claudel mi sono risuonate “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore …“, per cui ho accostato questa preghiera al Magnificat!

    D’altro canto, la conversione di Claudel, come lui stesso racconta, avvenne durante il Vespro del giorno di Natale, ascoltando il Magnificat.

    E scrisse poi il suo “Magnificat” a Dio (III ode del 1907), ringraziando il Signore di tutte le grazie concesse, a partire dalla propria conversione:
    La mia anima magnifica il Signore. Oh le lunghe strada amare d’una volta, […] la marcia dentro Parigi, la lunga via che scende a Notre Dame! […] Sii benedetto, mio Dio, che mi hai liberato dagli idoli. Non è la morte che vince la vita, ma la vita che distrugge la morte, e la morte non le può resistere

    Rispondi
  10. Grazie, carissima AnnaV, questa preghiera ha ridato come un balsamo al mio cuore. Che Dio ti benedica!

    Rispondi
  11. grazie Trumpkin!

    Mi hai fatto venire la voglia di ripassarmi la storia della vita di CLaudel (che un tempo devo aver letto, ma l’alzheimer incipiente mi fa brutti scherzi!)

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  12. Evviva!!!
    Ben vengano le esternazioni del cuore.

    Rispondi
  13. Que belle priere!
    Merci a toi, chere amie.

    Cecco

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     /  gennaio 30, 2013

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  17. Banville te chante, ô Dame du Ciel,
    Et Villon offrant un chant à sa mère.
    Tu entends prier les rois de la Terre
    À qui tu dis des mots providentiels.

    À l’ermite Jean, tu portas du miel,
    Lui dont les criquets furent l’ordinaire;
    Sur ton front, il mit trois gouttes d’eau claire,
    Geste d’affection, fort confidentiel.

    Comme il faisait bon chez le charpentier,
    Et comme son fils avait du courage
    Lorsqu’il affronta les coeurs pleins de rage
    Qui de sa douceur n’ont pas eu pitié !

    Tu l’avais compris, c’est un dur métier
    Que de se vouloir prophète au village ;
    Et ce bel enfant, qu’aimaient les Rois Mages,
    Ne fut point nourri près d’un bénitier.

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