Gesù spiegato a mio figlio

Gesù spiegato a mio figlio

 

E’ il titolo di un bel libro scritto dal giornalista Michele Brambilla e dedicato innanzitutto ai suoi figli e poi a tutti i genitori che vorrebbero dare risposte adeguate ai loro figlioletti, quando fanno delle domande difficili..

E’ strutturato in modo molto semplice: una serie di domande, quelle che normalmente fanno i bambini quando vogliono capire di più chi  è Gesù, e le risposte relative, esposte in modo molto semplice e accessibile ai nostri figlioletti.

A dire il vero mi è capitato di usare questo testo per aiutare delle persone che desideravano accostarsi ai sacramenti dell’iniziazione cristiana e mi ricordo che erano davvero avidi di conoscere le risposte anche se non erano più bambini, ma… adulti che si preparavano al matrimonio!

 

Perché vi rendiate conto di come sono le risposte ne copierò qualcuna ogni tanto. Oggi quella che segue (pag.103):

 

D: Se Gesù è così buono, perché permette il male?

R. Uno dei più grandi pensatori della storia della Chiesa, San Tommaso d’Aquino,  diceva: l’esistenza del male è una delle principali obiezioni all’esistenza di Dio.

E’ vero, naturalmente: Molta gente si chiede: se Dio è buono, perché permette il male?

Provo a risponderti con umiltà, perché questo è un tema molto difficile, che ha impegnato per secoli teologi ( i teologi sono coloro che “studiano” Dio) ben più preparati di me.

Intanto va detta una cosa. Gran parte del male è provocata dagli uomini, non da Dio.

Un Dio che è amore, infatti, non poteva che creare degli esseri liberi. Liberi di fare il bene o di fare il male: E molto spesso purtroppo noi uomini scegliamo il male.

Prendi il caso più evidente: le guerre. sono forse colpa di Dio?

Tu avrai sicuramente sentito parlare dell’Olocausto, quella terribile persecuzione contro gli ebrei scatenata dai nazisti verso la metà del secolo scorso. Si calcola che ben sei milioni di Ebrei – compresi tanti bambini – siano stati uccisi nei campi di concentramento nazisti.

Uno dei più famigerati di questi campi di concentramento era in Polonia, ad Auschwitz, un nome che è diventato simbolo di quella terribile ingiustizia.

Bene, sappi che ci sono stati teologi, anche cristiani, i quali hanno detto che “dopo Auschwitz non è più possibile credere in dio”, perché sembra impossibile che Dio abbia potuto permettere una simile tragedia.

Ma è una considerazione da respingere. E’ fprse colpa di Dio se i nazisti hanno compiuto un’atrocità così grande? La verità è l’esatto contrario: il dramma di Auschwitz è successo proprio perché alcuni uomini – i nazisti in questo caso – hanno disobbedito a Dio, hanno violato il comandamento “non uccidere”. Lo ha capito molto bene un pensatore ebreo che si chiama Emmanuel Lévinas, che ha rovesciato quella frase di certi teologi: proprio dopo Auscwitz – ha detto Lévinas – si può rafforzare la fede in Dio, visto che il rifiuto di Lui porta a questi risultati.

Non diamo dunque a Dio responsabilità che non sono sue. C’è un dolore che è la conseguenza della libertà data all’uomo di scegliere tra il bene e il male.

 

La domanda successiva è ancora più interessante (come la risposta) : D. E le disgrazie? E le malattie che colpiscono gli innocenti? Ma sulla risposta tornerò un’altra volta. E se volete averla subito vi conviene acquistare questo utilissimo libro, soprattutto per gli educatori.

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4 commenti

  1. facciamo così: io ti scrivo cosa risponderei io e tu mi dici se può andare o meno.

    Allora, la malattia in sè non è malvagia: è la risposta del sistema immunitario ad un agente (batterio, virus o non so che altro..) che il nostro corpo riconosce come nocivo. Un po’ come le spie luminnose che ti avvisano che l’olio della macchina è da cambiare o i messaggi di errore del pc che ti chiedono più e più volte se sei proprio certo di voler fare una determinata operazione che determinerà un cambiamento irreversibile. Il loro scopo non è “rompere” il loro scopo è aiutarti a gestire bene le tue risorse.

    Se fossimo pienamente in Dio non soffriremmo, ma poichè il libero arbitrio ci ha portati fisicamente anche a staccarci da Lui, dobbiamo anche accettare che il nostro corpo abbia dei limiti e possa degenerare.
    In realtà il Padre nostro è così buono da tenderci la mano anche se siamo ridotti a delle mappine, donandoci salute di Spirito finchè siamo in vita ora e risurrezione per la vita eterna dopo!

    Allora che ne pensi? Certo non è professionale come il tipo che ha scritto il libro però …fila il discorso no?

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  2. Sono d’accordo con martayensid, nel caso in cui il disegno di Dio, anche se non subito, si capisce, ma non accade sempre così.Pensiamo a Giobbe che ebbe a soffrire di tutto, ma alla fine dovette arrendersi di fronte al mistero del dolore innocente.
    A questa domanda solo Cristo dà una risposta, Lui, il Figlio, l’innocente per eccellenza, non fu risparmiato dal dolore, dalla sofferenza e dalla morte, perchè il suo compito era di testimoniare che l’amore vince la morte e che la vita donata per l’altrui bene dura in eterno.

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  3. Facciamo così: premesso che condivido le vostre risposte, provo a copiare le risposta che Brambilla ha dato ai suoi figli:

    D. E le disgrazie? E le malattie che colpiscono gli innocenti?
    R.: Hai ragione: c’è però anche un male che non dipende dagli uomini. Le malattie per esempio. Soprattutto quelle che colpiscono i bambini, che sono gli esseri più innocenti. Chi ha colpa se un bambino nasce con una grave malformazione? e ch ecolpa ne hanno i suoi poveri genitori?
    Allora, quando succedono queste cose, viene spontaneo chiedersi: ma perchè Dio lo permette? Non è forse onnipotente?

    Di frontae al dolore degli innocenti, ci sono uomini che si sentono autorizati a dire: se Dio esiste è più cattivo di me, perchè io non pemetterei mai una sofferenza così grande. E’ il ragionamento che hanno fatto tra gli altri, i”comunardi” parigini del 1870, che erano atei e cantavano: “Dio non esiste. Ma se esistesse bisognerebbe fucilarlo: Non deve passarla liscia quel vecchio sadico dalla barba bianca”
    Non ti scandalizzare, ma adesso ti dico che queste invettive contro Dio sono perfettamente comprensibili.
    O meglio: sono perfettamente comprensibili per tutte le religioni, tranne che per quella che predica un Dio che, fattosi uomo, è morto crocifsso.

    Sì, solo se Dio è quello rivelato da Gesù, solo se Dio è quel Gesù che non si è sottratto al dolore, l’uomo non può ritenersi moralmente superiore a Lui.

    A questo punto mi potresti chiedere: ma non poteva evitarlo per tutti, per sé e per gli altri, il dolore? Certo, ti rispondo: l’esistenza del dolore resta un mistero: ma noi sappiamo che Dio, che è onnipotente, avrebbe potuto cancellarlo con una sola parola: ma non lo ha fatto, non lo ha voluto fare. Ha preferito assumerlo su di sé, sperimentarlo fino all’ultimo, fino alla morte in croce.
    Nel documento finale del Concilio Vaticano II, la Chiesa ci ha lasciato questo messaggio: “Il Cristo non ha soppresso la soffferenza. Non ha voluto neppure svelarne interamente il mistero. L’ha presa su di sé, e questo è abbastanza perchè ne comprendiamo tutto il valore”

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  4. http://annav[..] L’amico Uncas riporta questo brano che avevo dimenticato ma che ha ancora lo stesso effetto di quando lo lessi per la prima volta: un dolore e un senso quasi di ribellione di fronte a certe apparenti ingiustizie della vita. Perché una [..]

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