Dolore, sofferenza, paura della morte

Non finisce qui 5

Dolore, sofferenza, paura della morte 

Un altro argomento particolarmente coinvolgente è stato quello del dolore e della sofferenza, della paura della morte.

Diciamo che ciascuno di noi ne aveva fatto esperienza, ma una in particolare ci ha raccontato  la sua odissea abbastanza dolorosa cominciata a trentatré anni.

Il timore di morire è diventato grido a Dio che non la portasse via così presto! era così giovane! Dio l’ha esaudita, ma dopo una vita intensissima (e qui mi pare che almeno quattro di noi potevano dire la stessa esperienza, sia pure in situazioni e età differenti) si è trovata improvvisamente a dover limitare gli impegni, a dover dipendere, a dover vivere giorno per giorno valorizzando con l’offerta anche il timore che la situazione sarebbe stata irreversibile.

Eppure abbiamo verificato sorprendentemente che, chiusa una parentesi felice e vivacissima della nostra vita, è iniziata una fase diversa, con impegni diversi, con situazioni diverse, altrettanto belle e gratificanti. Anzi. La nuova vita ci ha stupito per la sua ricchezza, per le sorprese per la fecondità spirituale inaspettata.

Ci siamo ritrovati a riconoscere che c’è davvero un Destino buono per ciascuno, e che ciascuno è oggetto prezioso dell’attenzione del buon Dio, il quale, attraverso percorsi strani e imprevedibili rende la vita bella e degna di essere vissuta, nonostante tutto ciò che può sembrare negativo.

Ci siamo allora ricordate il verso della poesia di Ada Negri: Tutto fu bene, anche il mio male*.

Ho voluto raccontarvelo perché non abbiate paura, qualunque cosa accada. Chi non è più giovanissimo, come noi che ci incontravamo, sa che tutto è per un bene più grande. Basta solo fidarsi del buon Dio.

**********

*Ecco la poesia di Ada Negri da cui ho tratto quella frase:

Atto d’amore

 

Non seppi dirti quant’io t’amo, Dio

nel quale credo, Dio che sei la vita

vivente, e quella già vissuta e quella

ch’è da viver più oltre: oltre i confini

dei mondi, e dove non esiste il tempo.

Non seppi; – ma a Te nulla occulto resta

di ciò che tace nel profondo. Ogni atto

di vita, in me, fu amore. Ed io credetti

fosse per l’uomo, o l’opera, o la patria

terrena, o i nati dal mio saldo ceppo,

o i fior, le piante, i frutti che dal sole

hanno sostanza, nutrimento e luce;

ma fu amore di Te, che in ogni cosa

e creatura sei presente. Ed ora

che ad uno ad uno caddero al mio fianco

i compagni di strada, e più sommesse

si fan le voci della terra, il tuo

volto rifulge di splendor più forte,

e la tua voce è cantico di gloria.

Or – Dio che sempre amai – t’amo sapendo

d’amarti; e l’ineffabile certezza

che tutto fu giustizia, anche il dolore,

tutto fu bene, anche il mio male, tutto

per me Tu fosti e sei, mi fa tremante

d’una gioia più grande della morte.

Resta con me, poi che la sera scende

sulla mia casa con misericordia

d’ombra e di stelle. Ch’io ti porga, al desco

umile, il poco pane e l’acqua pura

della mia povertà. Resta Tu solo

accanto a me tua serva; e, nel silenzio

degli esseri, il mio cuore oda Te solo.

Annunci
Articolo precedente
Articolo successivo
Lascia un commento

12 commenti

  1. anche il dolore,tutto fu bene

    grazie e ….ogni tanto se puoi …ricordamelo …anche a costo di farmi male!
    Ne sarà sempre valsa la pena!!

    Rispondi
  2. Come al solito ho letto di corsa, spero di non andare OT . . . come ho scritto nel mio post sulla gioia, il dolore ci fa gustare meglio la gioia.
    C’è un tempo per correre e un tempo per meditare. (non sarà sulla Bibbia, ma è così)
    E’ sempre “essere Marta o Maria?” Non è da sempre che ragiono così, anch’io ho avuto periodi su e giù, nel mio rapporto con Dio, ma da quando ho capito queste cose fondamentali, due risultati: 1) ho smesso con i tremendi sensi di colpa per il poco pregare, meditare e anche frequentare le varie funzioni . . .
    Ho iniziato a vivere più intensamente . . . e anche con gli stessi problemi di prima, mi sento più leggera!
    Il problema di quando si è più giovani, secondo me, è che vorresti essere sempre tra Chiara d’Assisi e madre Teresa . . e poi c’è la quotidianità! . . . poi, il dolore, sotto le varie forme fisico, psicologico o dell’anima e l’avanzare dell’età . . . aiutano a rivedere le priorità, un po’ come quado si fanno i cambi di stagione, si butta quello che ci sembrava importante e ci accorgiamo che è sorpassato.
    Ti saluto, perchè altrimenti ti stordisco di chiacchiere, Baci R

    Rispondi
  3. Mi copio la poesia . . . Grazie R

    Rispondi
  4. Molto bello il post ma:

    “…abbiamo verificato sorprendentemente che, chiusa una parentesi felice e vivacissima della nostra vita…

    Tutto fu bene, anche il mio male…”

    Questa è stata la vostra esperienza, tutto sommato felice, seppure con fasi diverse, utili anche a un cammino di maturazione proteso verso il Regno dei Cieli e non orientato solo alla felicità terrena, ma occorre, prima di generalizzare, confrontarsi anche con chi ha fatto esperienze solo di sofferenza della vita…magari la prossima volta rifate questo interessante incontro invitando anche chi viene da una vita decisamente diversa. La vita è rose e spine, voi avete avuto sia le rose che le spine, ma c’è chi ha avuto solo le spine…per intenderci…e allora il discorso si fa più incomprensibile, veramente solo Dio sa il senso, perchè ogni spiegazione, soprattutto se data da chi ha avuto le rose, è poco più di un atto di consolazione.

    Ciao. Ciao.

    Rispondi
  5. Cara Anna, in questa poesia risuonano le parole di Bernanos e del suo “Diario di un curato di campagna” : tutto è grazia. Ma quando il dolore sembra prevalere, allora non è facile da capire, solo la fede può dirci questo e farcelo sentire come nostro. Claudio

    Rispondi
  6. Il dolore umano è misterioso e ringrazio il buon Dio che ha deciso di renderlo sacro atteverso la Croce di Suo figlio che è risorto. Ma ci ha insegnato come si porta la croce.

    Spesso io credo però che noi non riusciamo ad arrenderci alla condizione attraverso la quale il disegno misterioso di Dio si compie per noi e per il mondo.
    Ecco allora che, invece che interrogarci sul nostro modo di accogliere il Significato, cioè Cristo, preferiamo dire che quanto Cristo cui ha insegnato non vale per noi.
    E’ come se lo accusassimo di essere menzognero.

    So di aver detto parole difficili e faticose da accettare, ma non vedo altra spiegazione al comportamento di molti conoscenti che dicono: “Beati voi! ma questa cosa non è per me”
    NO! Cristo è venuto per dare significato ad OGNI DOLORE.

    E’ molto più onesto riconoscere che non ce la facciamo da soli ad abbracciarlo questo misterioso dolore; è molto più onesto che supplichiamo Dio che ci aiuti ad attraversarlo come Lui vuole.

    La risposta di Dio alla nostra supplica può tardare, ma deve essere LUi a stancarsi per primo di ascoltare il nostro grido, non noi a stancarci di pregarlo.

    Se interrompiamo la supplica ritardiamo ulteriormente il sollievo alle sofferenze.

    Rispondi
  7. Per Claudio:
    Senza Cristo che le dà significato e dignità, la sofferenza è “bestiale”, come la definiva un grande intellettuale, e come sa bene chi soffre o ha sofferto.
    Con Cristo Tutto è Grazia

    Rispondi
  8. Però il cardinale Georges Cottier, teologo del Papa GPII ebbe a dire: «Se tutto è grazia, non c’è più grazia».

    Rispondi
  9. Cara Anna, come sai ti apprezzo tanto.
    Ma potrai immaginare che non riesco a condividere il tuo post.
    Non lo condivido (nella mia condizione di non credente) perchè, come ti ha scritto con delle bellissime parole (di fede) Angelennio, c’è chi nella vita non incontra la bontà e la gioia, ma solo le spine. A me è andata così, ma non è questo neppure il punto, non è un discorso personale.
    Il mistero del dolore e della morte degli uomini buoni (o, peggio, dei bambini) la profonda ingiustizia che è spesso propria della condizione umana non lasciano indifferenti i cuori delle persone buone come te (e, spero tu mi creda, come me), ma spingono a vedere le cose da diverse prospettive. Tu, con il tuo prezioso dono di fede, vivi il tuo percorso. Io, privo di essa, vivo la mia vita (a parte il terribile dolore che ho provato) cercando di fare del bene agli altri, senza pensare a dio ma per amore dell’umanità.

    Ti prego, nell’intelligenza e nella comprensione che ti ho visto spesso esercitare, ricorda che lo sguardo di dio non sempre si posa sui visi di chi se lo merita (o, almeno, se lo fa non se ne fa accorgere).
    Preferisco pensare davvero, se ci fosse, che non è onnipotente o che abbia dei disegni imperscrutabili. Perchè se penso a quello che ha fatto a me, o a quello che accade intorno, mi prende solo una rabbia infinita. Anche se poi mi passa 🙂

    Un sorriso affettuoso, con la solita stima, anche nella diversità che ci unisce
    (bella questa, ti è piaciuta?)

    Mister X di Comicomix

    Rispondi
  10. Grazie Comicomix, grazie della tua sincerità, grazie perchè guardi in faccia al tuo dolore in modo umano.
    Sapessi come mi commuove la tua dignità!
    E vorrei che incontrassi anche tu quello che ha permesso e permette a me e a molti miei amici di attraversare il dolore sapendo che non è inutile, che non è solo “bestiale”.
    Sai, certi incontri sono un dono imprevisto, ma senza quegli incontri la vita diventa insopportabile e le persone come te, che riescono ad essere dignitose, per me sono degne di grande ammirazione.

    Ricambio il sorriso con un abbraccio e con la mia preghiera a Dio che conceda un po’ di sollievo al tuo dolore che intuisco grandissimo.

    (Forse non immagini quanto questa tua umanità ci affratelli!)

    Rispondi
  11. http://natan[..] MEETING DELL’AMICIZIA meditazioni a stomaco praticamente vuoto Nel racconto del piccolo meeting di amici internettiani in Sardegna e del quale ho parlato in un precedente post, la mia amica AnnaV , più attenta e certamente più prof [..]

    Rispondi
  12. Grazie caro Mister X di Comicomix molto realistica, onesta ed esperenziale la tua posizione. Dio è onnipotente, ma per varie ragioni non tutte comprensibili da mente umana, si è posto delle auto-limitazioni nella Sua azione su questa nostra povera vita terrena. I Suoi disegni sono imperscrutabili, per cui sbaglia chi sulla base della propria sola esperienza o di voli intellettuali cerca di dare ogni perchè alle cose. Gli unici che hanno toccato più da vicino il Mistero sono coloro che hanno conosciuto più da vicino la sofferenza restandone ammutoliti. Di fronte al dolore si può solo fare silenzio, non ci sono parole nè per descriverlo, nè per comunicare con Dio, ma solo il silenzio e lasciare che Dio visiti la nostra anima e ci riempia del Suo Spirito. Ti ho aggiunto come amico, ho trovato limpida la tua posizione. A presto. Ciao.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: