Il Mistero dei Santi Innocenti

  

    Questi Innocenti avevano semplicemente colto nella zuffa
Il Regno di Dio e la vita eterna, che importano oggi
Le loro bianche membra spezzate in tutti i paesi della Giudea?
I loro braccini grassocci recisi come da potatori
E i loro ditini contratti che si ripiegavano sulla palma.
E i gridi ricacciati in gola, le mani criminali che li ricacciavano, che si cacciavano in bocca come un tappo. Come un tampone.
E il giovane sangue che sprizzava dal cuore. Che importano le membra tagliate?
Le bianche coscette come carne di capretto, come piccole cosce di maialini di latte.
E le loro madri urlanti come pazze mordevano il polso ai soldati. Come nella battaglia, come dopo la battaglia
I vagabondi, i ladri vengono a spogliare feriti e morti e morenti, a portar via, a rubare tutto quello che conta.
Tutto quello che vale qualcosa, come nuovi vagabondi, nuovi ladri questi innocenti
In questa battaglia, dopo questa battaglia da se stessi si sono spogliati
E nel fracasso delle armi, nel tumulto nelle grida,
Nella pazza galoppata, nella caccia sfrenata, tra le donne per terra essi hanno raccolto tutto quel che conta.
Come ladri di cadaveri si sono derubati da sé, e ciò che hanno raccolto nella zuffa è niente di meno
Che il Regno dei Cieli e la vita eterna.

     Che soli forse sulla terra non solo non avevano mai cantato le lodi di Dio,
Ma non avevano mai pronunciato nemmeno il nome di Mio Figlio,[dice Dio]
Sono anche i soli a non portare agli angoli delle labbra la piega incancellabile,
Questa piega della disgrazia e dell’ingratitudine.
E di un’amarezza che non sarà mai placata, Ora, se abbiamo fatto di loro quel che vedete, dice Dio,
Ci sono sette ragioni, che voglio ben dirvi.

     La prima è che li amo, dice Dio, e questa può bastare.
Tale è la gerarchia della mia grazia.

     La seconda è che mi piacciono, dice Dio, e questa può bastare.
Tale è la gerarchia della mia grazia.

     La terza è che così mi piace, dice Dio, e questa può bastare.
Tale è la gerarchia, tale è l’ordine, tale è l’ordinamento della mia grazia.

      Ora vi dirò, dice Dio, la quarta:
E’ precisamente che non hanno agli angoli delle labbra
Quella piega d’ingratitudine e d’amarezza, questa ferita dell’invecchiare,
Questa piega d’avvertimento, questa piega di memoria che vediamo a tutte le labbra.

      La quinta, dice Dio, è che per una specie di equivalenza
Per una specie di equilibrio, questi innocenti hanno pagato per mio figlio.
Mentre loro giacevano sul selciato delle strade, asul selciato delle città, sul selciato dei paesi,
Nella polvere e nel fango, stimati meno di agnelli, capretti e porcellini,
(Perché agnelli, capretti e porcellini
sono molto stimati dal beccaio e dal consumatore),
Abbandonati sui corpi delle loro madri,
In quel tempo stesso mio Figlio fuggiva. Bisogna dirlo.
E’ dunque un specie di quiproquo. Bisogna dirlo.
E’ un malinteso.
Voluto. E questo è grave. Bisogna dirlo.
Essi furono presi per lui: Furono massacrati per lui. Invece di lui. Al suo posto.

 

     In sua vece, in sostituzione, in luogo di lui. Ora tutto questo è grave, dice Dio, tutto questo conta. Furono simili a mio figlio e lo sostituirono.

     E poiché sono stati trovati simili a mio figlio esattamente nell’ora di questo massacro,
Ora è per questo che ora sono trovati simili all’Agnello in questa gloria eterna.

     Nel loro sangue quei lattanti raccoglievano un credito su di me. avevano ben ragione.
Beati coloro che hanno un credito su di noi. Noi siamo ottimi debitori.

     La sesta ragione, dice Dio, (è un ottimo affare essere presi per mio figlio, è una cosa che rende)
La sesta ragione è che erano coetanei di mio figlio
Della stessa età e nati nel medesimo tempo.
Giusto in quel punto del tempo.

     La settima ragione, dice Dio, perché tacerla? E’ che erano simili a mio figlio.
E lui simile a loro.

     Mio figlio era tenero come loro e come loro era nuovo.
Era abbastanza ignoto. Come loro.

     Non aveva ancora due anni, era come loro.
Era un bel bimbo, e sua madre lo diceva.

     Essi sono per me dei bimbi che mai divennero uomini,

     Dei bambini Gesù che non invecchiano mai.

     Da quel tempo loro non si sono più mossi.

     Essi sono le imitazioni eterne
Di come fu Gesù per brevissimo tempo.

     E la mia Chiesa conferma e celebra.
E consacra e commemora.

    (Charles Peguy, Il mistero dei santi innocenti, pagg. 130 e ss.)

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2 commenti

  1. Nella memoria dei Santi Innocenti c’è un bellissimo canto natalizio inglese, Coventry Carol, che puoi trovare qui, testo e musica – ma credo che tu già lo conosca. Ciao. Buon Natale
    http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/coventry_carol-1.htm

    Rispondi
  2. Grazie Gris e buon Natale!

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