“La pace, chi la conosce, sa che gioia e dolore in parti uguali la compongono”

Ecco: la pace vera cos’è?

La pace, chi la conosce, sa che gioia e dolore in parti uguali la compongono”, fa dire Paul Claudel Ad Anna Vercors nell’ “Annuncio a Maria” ed è una frase che ci ho messo anni per capire.

Ma la pace non è assenza di lotte e di affanni, non è l’oasi felice in cui tutto è bello e senza fatica: quella è l’utopia di coloro che credono di poter eliminare le contrapposizioni e gli scontri semplicemente urlando slogans o sfasciando vetrine.

Tante volte mi chiedo se chi brucia macchine o sfonda negozi in nome del pacifismo si renda conto della profonda contraddizione: è vero che i Romani dicevano Si vis pacem, para bellum, se vuoi la pace preparati a combattere, ma non credo che tali sottigliezze sfiorino la mente di chi, nell’intemperanza giovanile non educata, va a destra e a manca distruggendo e oltraggiando.

Ma pensate anche soltanto alla vicenda Zidane-Materazzi; ma come si fa a non capire che un insulto è moralmente meno grave di un tentato omicidio.

Insomma io non credo che quelli che giustamente qualcuno chiama pacifinti non sappiano nemmeno cosa vogliono veramente.

Certo comunque vogliono pace.

Il problema è dare un significato alla parola pace.

Ecco, io credo che quella che il cuore desidera sia proprio quella descritta da Claudel “La pace, chi la conosce, sa che gioia e dolore in parti uguali la compongono”.

E occorre tutta una vita di gioie e dolori vissuti con piena consapevolezza e libertà, nel loro significato più vero, per capire cosa sia vera pace, non pace della morte, ma pace della vita.

Oppure basta anche soltanto l’intuizione di un giorno o di un periodo fortunato della vita, per rivelare il senso nascosto di gioia e dolore. Per trovare pace e letizia pur nel dolore.

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10 commenti

  1. direi semplicemente che la pace s’accompagna alla guerra nella misura rozza e sotto l’aspetto di chi contrappone tanto l’uomo a dio quanto per converso. Ma l’eternità non ce la toglie alcuno. Evviva, almeno quello.

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  2. Benvenuto Madmath! e grazie per l’osservazione.
    Anna

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  3. Benvenuto Madmath! e grazie per l’osservazione.
    Anna

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  4. Benvenuto Madmath! e grazie per l’osservazione.
    Anna

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  5. Vorrei che il mondo conoscesse la pace non scritta o filosofeggiata da millenni solo per essere definiti “portatori di pace”. Dio ha solo dimenticato d’averci fatto. O meglio, Dio s’è dimenticato della metà delle sue creature.

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  6. Vorrei che il mondo conoscesse la pace non scritta o filosofeggiata da millenni solo per essere definiti “portatori di pace”. Dio ha solo dimenticato d’averci fatto. O meglio, Dio s’è dimenticato della metà delle sue creature.

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  7. Vorrei che il mondo conoscesse la pace non scritta o filosofeggiata da millenni solo per essere definiti “portatori di pace”. Dio ha solo dimenticato d’averci fatto. O meglio, Dio s’è dimenticato della metà delle sue creature.

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  8. mmm… mi pare che non è Dio che ha dimenticato metà delle sue creature, ma metà delle sue creature si sono dimenticate di Dio.
    Sai, Camalusia, fin da piccola ho pensato che se tutti gli uomini mettessero in pratica l’insegnamento dell’Amore che Dio ci ha dato staremmo tutti meglio e non ci sarebbero guerre.
    Dio non vuole la guerra, ma che ci amiamo e perdoniamo l’un l’altro.
    Siamo noi che facciamo un cattivo uso della nostra libertà.
    Te lo dico non perchè è un bel discorso, ma perchè la tentazione della vendetta, della maldicenza e di tutte le cose contrarie alla pace è anche mia… e so che, per combatterle queste tentazioni, occorre desiderare il Bene più della soddisfazione della nostra istintività

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  9. mmm… mi pare che non è Dio che ha dimenticato metà delle sue creature, ma metà delle sue creature si sono dimenticate di Dio.
    Sai, Camalusia, fin da piccola ho pensato che se tutti gli uomini mettessero in pratica l’insegnamento dell’Amore che Dio ci ha dato staremmo tutti meglio e non ci sarebbero guerre.
    Dio non vuole la guerra, ma che ci amiamo e perdoniamo l’un l’altro.
    Siamo noi che facciamo un cattivo uso della nostra libertà.
    Te lo dico non perchè è un bel discorso, ma perchè la tentazione della vendetta, della maldicenza e di tutte le cose contrarie alla pace è anche mia… e so che, per combatterle queste tentazioni, occorre desiderare il Bene più della soddisfazione della nostra istintività

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  10. mmm… mi pare che non è Dio che ha dimenticato metà delle sue creature, ma metà delle sue creature si sono dimenticate di Dio.
    Sai, Camalusia, fin da piccola ho pensato che se tutti gli uomini mettessero in pratica l’insegnamento dell’Amore che Dio ci ha dato staremmo tutti meglio e non ci sarebbero guerre.
    Dio non vuole la guerra, ma che ci amiamo e perdoniamo l’un l’altro.
    Siamo noi che facciamo un cattivo uso della nostra libertà.
    Te lo dico non perchè è un bel discorso, ma perchè la tentazione della vendetta, della maldicenza e di tutte le cose contrarie alla pace è anche mia… e so che, per combatterle queste tentazioni, occorre desiderare il Bene più della soddisfazione della nostra istintività

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