“…come braccia spalancate che hanno ancora da afferrare la persona che attendono…”

“Immersi nel grande Mistero”.

E’ sperperare qualche cosa dell’essere, dilapidare l’Essere della sua grandezza, della sua potenza e della sua signoria; è lentamente svuotare il contenuto e fare appassire l’Essere, Dio, il Mistero, l’Origine e il destino, se noi non ci sentiamo immersi in questo mistero, nel grande Mistero della resurrezione di Cristo. Immersi come l’io è immerso nel “tu” pronunciato con tutto il proprio cuore, come il bambino quando guarda la madre, come il bambino sente la madre. L’intelligenza del bambino bisogna che sia recuperata in noi. Si chiama “fede” l’intelligenza umana quando, rimanendo nella povertà della sua natura originale, è tutta riempita d’altro, poiché in sè è vuota, come braccia spalancate che hanno ancora da afferrare la persona che attendono.

Non mi p0sso concepire se non immerso nel Tuo grande Mistero: la pietra scartata dai costruttori di questo mondo, o da ogni uomo che immagina e progetta la sua vita, si è fatta pietra d’angolo su cui solo si possa costruire…

L. Giussani, La familiarità con Cristo”, San Paolo, pag 76

Se siamo immersi nel grande mistero consapevolmente, ogni cosa che noi facciamo è grande perchè partecipa del Mistero che fa tutte le cose e si serve delle nostre azioni umili o grandi dal punto di vista umano , per realizzare il suo grande e ineffabile mistero, in cui tutto  è importante, armonico e bello. Per questo ogni vita acquista un’utilità e una dignità sconfinata e, se e è cosciente, è lieta perché partecipa alla costruzione del regno di Dio. In un grande cantiere, come in un letto d’ospedale, alla Casa Bianca come in cucina a rassettare dopo pranzo…

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