Innamorarsi è facile, ma restare innamorati…

Da facebook:

PREGHIERA DELLA COPPIA
Padre, ci rivolgiamo a te mano nella mano
per elevarti l’inno di lode del nostro amore.
Tu sei la fonte indicibile da ogni sospiro e da ogni slancio.
Tu sei la forza che unisce i cuori
e li riempie della dolcezza dello Spirito.
Padre tu ci scruti e conosci le strade da cui veniamo per incontrarci
perciò guarda con tenerezza il nostro amore,
riempilo del tuo progetto
e profumalo della generosità che si espande.
Padre nel nome di Gesù
purifica ogni nostro sentimento e riempi della tua gioia
ogni nostro passo.
Ponici sotto le ali del tuo Santo Spirito
e guidati con i tuoi Angeli nei sentieri della benevolenza
non ci lasciare mai soli e sorridi sulle nostre debolezze
perchè noi ti amiamo.
Non far scendere la sera sui nostri pensieri
e sui nostri corpi senza la dolcezza
del tuo perdono e fa che il nostro amore riposi nel tuo cuore
come dono uscito dalle tue mani per la nostra felicità
ed elevazione della nostra vita.
Amen

Pazienza e amore: parole difficili ma pacificanti se prese sul serio

Finalmente sento ripetere con autorità che occorre pazienza e amore. E non è facile incarnarle , come papa Francesco, che è soprattutto un testimone, sa fare.

Però in un mondo in cui vengono esaltati la rabbia, la rivendicazione, la protesta, la negatività che ci vengono propinati ad ogni TG o in quasi tutta la stampa, le sue parole pacificanti, anche se difficili,  sono un conforto e un aiuto che la rabbia animalesca, incoraggiata dalla continua ripetizione di tutti i mass media non sa dare

Papa Francesco: sopportare con pazienza le difficoltà e vincere con amore le oppressioni

Dalla Radio Vaticana

 

“Sopportare con pazienza e vincere con amore le oppressioni esterne ed interne”:è la preghiera elevata da Papa Francesco durante la Messa Santa Marta nella memoria di Maria Ausiliatrice. Il servizio di Sergio Centofanti:
Nell’omelia, Papa Francesco chiede due grazie: “Sopportare con pazienza e vincere con amore”. Si tratta di “grazie proprie di un cristiano”. “Sopportare con pazienza” – osserva – “non è facile!”. “Non è facile, quando vengono le difficoltà da fuori, o quando vengono i problemi nel cuore, nell’anima, i problemi interni”. Ma, sopportare – spiega – non è “portare addosso una difficoltà”:
“Sopportare è prendere la difficoltà e portarla su, con forza, perché la difficoltà non ci abbassi. Portare su con forza: questa è una virtù cristiana. San Paolo ne parla parecchie volte. Sopportare. Questo significa non lasciarci vincere dalla difficoltà. Questo significa che il cristiano ha la forza di non abbassare le braccia, di averle così. Portare, ma su: sopportare. E non è facile, perché lo scoraggiamento viene, e uno ha la voglia di abbassare le braccia e dire: ‘Mah, avanti, facciamo quello che possiamo ma niente di più’, un po’ così …’. Ma no, sopportare è una grazia. Dobbiamo chiederla, nelle difficoltà”.
L’altra grazia che il Papa chiede è “vincere con amore”: 
“Si può vincere per tante strade, ma la grazia che noi chiediamo oggi è la grazia della vittoria con l’amore, per mezzo dell’amore. E questo non è facile. Quando noi abbiamo nemici fuori che ci fanno soffrire tanto: non è facile, vincere con l’amore. Ci viene la voglia di vendicarci, di fare un’altra contro di lui … L’amore: quella mitezza che Gesù ci ha insegnato. E quella è la vittoria! L’apostolo Giovanni ci dice, nella prima Lettera: ‘Questa è la nostra vittoria: la nostra fede’. La nostra fede è proprio questo credere in Gesù che ci ha insegnato l’amore e ci ha insegnato ad amare a tutti. E la prova che noi siamo nell’amore è quando noi preghiamo per i nostri nemici”. 
Pregare per i nemici, per quelli che ci fanno soffrire – prosegue il Papa “non è facile”. Ma siamo “cristiani sconfitti” se non perdoniamo i nemici e se non preghiamo per loro. E “quanti cristiani tristi, scoraggiati, troviamo” – ha esclamato – perché “non hanno avuto questa grazia di sopportare con pazienza e vincere con amore”:
“Per questo, chiediamo alla Madonna che ci dia questa grazia di sopportare con pazienza e vincere con amore. Quante persone – tanti anziani e anziane – hanno fatto questa strada! Ed è bello guardarli: hanno quello sguardo bello, quella felicità serena. Non parlano tanto, ma hanno un cuore paziente e pieno d’amore. Sanno cosa è il perdono ai nemici, sanno cosa è pregare per i nemici. Tanti cristiani sono così”. 
Alla Messa erano presenti i dipendenti del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali guidati dal presidente del dicastero, mons. Claudio Maria Celli. E proprio nel giorno in cui si celebra la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, hanno partecipato al rito anche mons. Savio Hon Tai-Fai, segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, e un gruppo di sacerdoti, religiose, seminaristi e laici cinesi. Al termine della preghiera dei fedeli il Papa ha così pregato: “Per il nobile popolo cinese: che il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. La Messa è stata conclusa da un canto alla Madonna in cinese

“L’odio lasci il posto all’amore…”

L’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia” 

queste parole dette a Papa Francesco il giorno di Pasquetta hanno fatto il giro del mondo. E sembrano così nuove…eppure son antiche come antico ed eterno è il cuore dell’uomo.

Mi chiedevo chi è che consapevolmente e con piena coscienza – anche tra i non credenti – non dà l’assenso a queste affermazioni così necessarie in questo momento di confusione, amarezza, disinganno, sfiducia totale che caratterizzai nostri giorni.
Mi pareva proprio impossibile che ci fosse qualcuno che considera queste solo pie illusioni.
Perché abbiamo troppo bisogno di uno che ridica con forza queste aspirazioni profonde del nostro cuore: uno che più che maestro sia testimone. E Papa Francesco è il testimone tenero e deciso che il buon Dio ha voluto donarci. Non solo per i cristiani ma per tutti.
Ma se tutti (proprio tutti!) abbiamo questo desiderio inestirpabile nel cuore perché viviamo proprio in modo opposto e scindiamo l’aspirazione bella, buona eterna con il nostro vivere quotidiano fatto di … odio, menzogna,  tristezza, vendetta?
Ho capito in questi giorni che aveva ragione Gesù quando invocava: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”
Siamo così immersi nella menzogna che non ci rendiamo nemmeno conto di quante incrostazioni e detriti deve liberarsi il nostro cuore per non confondere per esempio il desiderio di giustizia con il desiderio di vendetta, la naturale antipatia come… “la colpa è sua che è intrattabile” , la tristezza come conseguenza del fatto che le cose non vanno secondo il nostro progetto, ma secondo un progetto molto più misterioso e bello che noi non aspettiamo si realizzi perché abbiamo fretta…
Ma mi fermo qui per ribadire che forse sarebbe utile e proficuo per tutti, non solo per “gli altri”, che meditassimo queste parole che senza imporsi, suscitano lo struggimento che incanta il cuore di tutti gli uomini.

 

Fine di una storia di G. Greene: “Dagli la mia pace; è lui che ne ha più bisogno”

Sto leggendo “Fine di una storia” di Graham Greene e, dopo un inizio interessantissimo, come per tutti i suoi romanzi, non mi aspettavo di trovare a pag. 130 un dialogo con Dio che mi pare possa essere paragonato a certe pagine de ” Le Confessioni” di sant’Agostino. La copio perché ne percepiate anche voi la bellezza.

E” una donna che scrive un diario per cercare di capire se stessa e le sue contraddizioni.
C’è un tu al quale si rivolge ma non riesce ancora a capire bene chi sia questo cui sente il bisogno di parlare, non riesce a dargli un volto e la cosa è fonte di grande sofferenza per lei.

Ma leggete cosa scrive :

Non ho bisogno di scriverti, né di parlarti, così avevo cominciato una lettera a Te poco tempo fa, e mi sono vergognata di me stessa e l’ho strappata perché sembrava una cosa così stupida scrivere una lettera a Te che sai ogni cosa(…)

Ho mai amato tanto M. prima che  amassi Te?

O era veramente Te che amavo tutto quel tempo?

Ho toccato Te quando toccavo lui?

Avrei potuto toccare Te se non avessi toccato lui prima, toccato come non ho mai toccato (…) nessuno?

E lui mi ha amata e toccata come non ha fatto mai con nessun’altra donna.

Ma era me che  amava, o Te? Perché odiava in me quello che Tu odii. Era dalla tua parte senza saperlo tutto il tempo.

Tu hai voluto la nostra separazione, ma anche lui l’ha voluta. L’ha preparata con la sua ira e la sua gelosia, e l’ha preparata con il suo amore. Perché mi ha dato tanto amore, e io gli ho dato tanto amore che presto non è rimasto nient’altro quando abbiamo finito, all’infuori di Te.

Per nessuno dei due.

Avrei potuto impiegare tutta una vita dando un poco d’amore per volta; diluendolo qua e là (…). M aanche la prima volta (…) abbiamo speso tutto quanto possedevamo.

Tu eri lì che ci insegnavi a dissipare come l’insegnasti al ricco, in modo che un giorno non ci rimanesse più nulla salvo questo amore per Te.

Ma sei troppo buono verso di me. Quando ti chiedo dolore mi dai pace. Dalla anche a lui. Dagli la mia pace; è lui che ne ha più bisogno”

 

Aggiornamenti:

Ho appena finito di leggere il romanzo e devo dire che ne sono entusiasta!

Era da un bel po’ che non leggevo romanzi di G. Greene e ricordo solo che mi sono sempre piaciuti, ma questo è come se fosse il primo che leggo e ringrazio di cuore chi me l’ha consigliato!

Mi piace perché il protagonista parla tranquillamente, innocentemente dei suoi sentimenti, delle sue repulsioni, delle sue meschinità al di fuori di ogni tentativo di giudizo morale, ma solo con il desiderio di comprendere le assurde contraddizioni in cui si dibatte lui e i protagonisti della vicenda.
La cosa più bella è stata per me che ho scoperto che tutto quanto veniva scritto era vero, vero, verissimo, anche se certe reazioni magari non le capivo… ma si sa: si capisce solo per averne fatto esperienza.. anche se intuisci la verità anche da lontano… se la cerchi e non ne hai ancora fatto esperienza. Perché ciascuno di noi è fatto per la verità.

Eppure, credo che approfondirò la conoscenza della vita di questo scrittore (è essa stessa un’avventura) per capire meglio non solo questo , ma anche gli altri suoi ronmanzi, di cui trovo bellissimo  – e penso che lo rileggerò presto!  – “Il potere e la gloria

San Valentino

Solo se tu percepisci che il rapporto con questa persona è segno del tuo rapporto con l’eterno, allora l’amore per questa persona è un amore eterno.

La permanenza della tenerezza e quindi della letizia che ne nasce – la tenerezza è il crepuscolo del possesso, il crepuscolo del mattino o il crepuscolo della sera –, la permanenza della tenerezza esige che sia una tenerezza vera; deve essere proprio una tenerezza vera per resistere, per permanere. Per essere una tenerezza vera deve amare in modo vero l’oggetto e l’oggetto deve essere percepito per quello che veramente è. Come faresti tu ad avere tenerezza verso un essere che ti dà la vita come tua madre e poi ti abbandonasse, perché a un certo punto muore? È una tenerezza oggi che, se ci pensi, annega già da oggi in un bidone di tristezza. Tu vuoi bene particolarmente a una persona, ma come fai a voler bene particolarmente a una persona, a sentirne tenerezza, pensando che domani non la vedi più, che domani muore o che domani va nel Kamciatka, che è in fondo, a est della Russia? Come faresti? Solo se tu percepisci l’eternità della compagnia con questa persona, solo se tu percepisci che il rapporto con questa persona, ciò che essa suscita in te, è segno del tuo rapporto con l’eterno, allora il rapporto con questa persona è un rapporto eterno, l’amore per questa persona è un amore eterno.

Luigi Giussani, Si può vivere così? Rizzoli 2007

Ragazzi, l’amore «per sempre» si trova soltanto in Paradiso

Da Il giornale:

Ragazzi, l’amore «per sempre» si trova soltanto in Paradiso

di Angelo Scola 
 
Dalla simpatia per un coetaneo al rapporto fra mamma e papà fino al magistero di Gesù. Così l’arcivescovo di Milano Angelo Scola si rivolge ai giovanissimi

Chi è Gesù? È il Figlio di Dio che è venuto e si è abbassato a diventare uno come noi per essere la via, la verità e la vita, cioè per insegnarci ad amare e a lavorare, perché noi, da soli, ci confondiamo spesso. Per esempio, riguardo all’amore voi, guardando noi adulti, vi rendete conto di come spesso siamo confusi o contraddittori. Ci teniamo ad essere fedeli, poi non siamo capaci di essere fedeli. Oppure, non siamo capaci di mantenere un giusto equilibrio tra il desiderio di voler bene e la modalità con cui ci comportiamo verso il ragazzo o la ragazza per cui proviamo una simpatia. In questo nostro tempo si è molto superficiali, per esempio, con uno degli aspetti più importanti della nostra vita per capire che cos’è l’amore: la sessualità. Siamo molto superficiali nel parlare e nel praticare queste cose. E questo è molto grave. Per questo abbiamo bisogno di qualcuno per il quale l’amore è stato tutto. Gesù è uno per il quale l’amore ha rappresentato tutto. Perché? Perché ha amato per primo, senza pretendere nulla in cambio. E ha amato con una fedeltà assoluta, per sempre.

Mettetevi bene in testa questa parola: dove non c’è il per sempre non ci può essere l’amore. È questa la ragione per cui non dovete giocare con l’amore, alla vostra età. E i vostri genitori e i vostri educatori vi devono aiutare a capire che cosa vuol dire che là dove non c’è il per sempre, non c’è l’amore, ma soltanto una maschera dell’amore, cioè un amore deturpato, che diventa uno sgorbio. [...]

Essere preoccupati del futuro in una società come la nostra, in cui le trasformazioni sono enormi, è comprensibile. Voi vivete in un momento della storia davvero affascinante, però anche pieno di fatica, di travaglio, a causa di grandissimi e rapidissimi cambiamenti. Quando io avevo la vostra età, era tutto molto più facile… Perciò è normale essere preoccupati del futuro, come essere preoccupati della morte perché la morte è un’esperienza brutta. Il dolore che si prova per il rischio della separazione dei propri genitori, altroché se è un dolore grande! Io non ho avuto questa prova nella mia vita perché i miei genitori sono stati insieme sessant’anni, si sono voluti bene e questo è certamente un grande dono. Però voi dovete essere sempre comprensivi verso i vostri genitori, al di là delle loro fatiche. Dovete essere sicuri che il papà e la mamma, anche quando hanno dei problemi tra loro, non li hanno verso di voi. Anche se fanno fatica tra loro due, il papà è il vostro papà e la mamma è la vostra mamma. E voi dovete rispondere a questo bene col vostro bene perché così li aiutate a stare insieme. Dunque queste paure le ho avute e le ho anch’io, salvo l’ultima perché i miei genitori sono già in Paradiso, quindi sono uniti. Ma è normale avere la paura della morte o la paura del futuro. E Gesù è venuto proprio per questo.

[...] Nel Nuovo Testamento… Sapete cos’è il Nuovo Testamento?… I quattro vangeli più altri libri di San Paolo e di alcuni Apostoli. Dicevo, nel Nuovo Testamento il Paradiso è definito come il luogo del riposo in Dio. Quindi è un luogo di pace, di riposo, di bellezza, in cui tutti faremo l’esperienza dell’amore. E lì vivremo con questo nostro corpo trasformato. Non sappiamo come, perché per imparare come sarà trasformato dobbiamo prima passare attraverso la morte. Però sappiamo che vivremo nel nostro corpo risorto, trasformato – la parola giusta è trasfigurato -, non moriremo più, ci vorremo tutti bene, non ci sarà nessuna invidia, nessuna gelosia. Pensate! Adesso, quando vediamo che uno preferisce un altro a noi, ci dà fastidio o, non appena uno ci sfiora, ci sentiamo feriti. In Paradiso non ci offenderemo più. Saremo in una situazione di pace e, soprattutto, vedremo Dio faccia a faccia. Non avremo più solo un’intuizione vaga come io (che non ci vedo benissimo) ho di quel quadro di girasoli là in fondo, ma lo vedremo così come Egli è. Saremo sempre con il Signore. E saremo in compagnia degli angeli, perché ci sono già adesso gli angeli. Ognuno di noi ha il suo angelo… custode… che è un modo delicato con cui Dio è presente a te, a me, ad ognuno di noi.


 

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