Il paradosso dell’amore tra l’uomo e la donna

Mi hanno pubblicato una riflessione su “L’ECO di Bonaria” e la ripropongo per gli amici del blog:

 ”Questo è il paradosso dell’amore fra l’uomo e la donna: due infiniti si incontrano con due limiti; due bisogni infiniti di essere amati si incontrano con due fragili e limitate capacità di amare…..” *

Quarant’anni insieme… sembra solo ieri che ci scambiavamo quella impegnativa e solenne promessa davanti a Dio (prometto di esserti fedele, di amarti ed onorarti fino a che morte non ci separi) e guardo con stupore il trascorrere dei mesi, degli anni insieme..

Ora mi paiono come un soffio, ma sono stati vissuti tutti giorno per giorno, spesso con difficoltà che sembravano insormontabili, ma che ci hanno visto sempre come compagni fedeli.

Ora gli anni  trascorrono più veloci per l’approssimarsi del traguardo finale e le difficoltà non mancano perché ogni giorno è sempre diverso dall’altro.

L’ aspetto fondamentale e che più ci sta a cuore  è che non smettiamo di essere genitori che pregano insieme per la felicità dei loro figli. Anche se adulti e sposati.

Pensavo che il regalo che il buon Dio fa a ciascuna creatura è quello di una mamma e di un papà che si prendono cura di loro. Ma se ne prendono cura, cercando di imitare Dio stesso che ha una stima sconfinata per la nostra libertà e soffre quando la nostra libertà fa scelte sbagliate, quando la nostra libertà crede di utilizzare facili scorciatoie che non fanno altro che rendere più lungo e faticoso il recupero della strada smarrita. E tale recupero non è mai privo dello sguardo sollecito del Padre che attende il rientro nella via maestra.

La via maestra. Già. Ma come si può conoscerla se non c’è qualcuno che già la viva e la voglia e sappia comunicare alle persone amate?

Ecco il rimpianto segreto che rischia di rendere amaro il ricordo: il non aver saputo o potuto dare ai figli ciò che col trascorrere degli anni si riconosce come essenziale. Ma poi si pensa che uno non può dare ciò che non ha e nella giovinezza spesso si è inconsapevoli del compito straordinario che il buon Dio affida ai genitori e si impara ad esserlo sperimentandolo con i propri figli.

Quel che ci consola è l’esperienza quarantennale di un Dio che non ci abbandona mai … ed è Lui che ha detto che se anche ci fosse una mamma che si dimentica del figlio, Lui non lo farà mai! E poi sappiamo che Lui sa accompagnare con altrettanta trepidazione che per la nostra vita, anche l’avventura umana dei nostri figli.

Quel che un po’ ci preoccupa è il prezzo che dovranno pagare, per imparare quello che devono ancora imparare. Come tutti. Ma rimane la fiducia in Chi ci ha dato tutto, anche i figli da custodire. E saprà sfruttare ogni cosa a loro vantaggio, anche se non lo capiranno subito. E forse non lo capiremo nemmeno noi. Ma cercheremo di esser sempre loro vicini.

Ma  se l’aspetto più impegnativo è la felicità dei nostri figli da accompagnare, resta un altro impegno ancor più grande e forse più difficile: reimparare ogni giorno a vivere insieme al coniuge che non è perfetto, che ha i suoi limiti e che è altrettanto impegnato a sopportarci ed accoglierci come il primo giorno.

E sì, perché l’amore del primo giorno o si rafforza con gli anni – per cui talvolta mi son sentita di dire che ci vogliamo bene, 30, 35, 40 anni  di più rispetto a quel giorno di settembre  del 1971 – oppure regredisce perché non alimentato. Fermi non si sta. Perché la vita continua e ogni giorno è diverso e propone nuove sfide che ci rendono desti. E ogni giorno richiede l’impegno per dare il meglio di sé davanti alle solite circostanze che altrimenti ci soffocherebbero. Ecco: se non ci fosse questa provocazione continua della realtà quotidiana, saremmo come delle statue insensibili e incapaci di gioia. La gioia della sfida superata possibilmente insieme. Ecco il segreto della giovinezza che non muore: esser sempre pronti ad accogliere e ringraziare davanti alle circostanze liete o tristi con cui il buon Dio vuole condurre la nostra vita. Perché in fondo l’unico motivo per cui gioire è quella promessa straordinaria di Gesù:  «Non rallegratevi perché i demòni vi obbediscono, ma perché i vostri nomi sono scritti nel Cielo. Non rallegratevi del successo perché non vi basta, è poco per l’animo vostro, rallegratevi perché siete stati scelti da Me»    (http://www.clonline.org/articoli/ita/JC_SdC_141211.pdf)

______

*Ho trovato anche il seguito della citazione:

Questo è il paradosso dell’amore fra un uomo e una donna:
due infiniti si incontrano con due limiti;
due bisogni infiniti di essere amati
si incontrano con sue fragili e limitate capacità di amare.
E solo nell’orizzonte di un amore più grande
non si consumano nella pretesa e non si rassegnano,
ma camminano insieme verso una pienezza della quale
l’altro è segno.

 

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4 commenti

  1. Alessandra Shadlou-Gruber Svizzera

     /  aprile 10, 2012

    La citazione all’inizio di questo articolo ( Il paradosso dell’amore fra l’uomo e la donna..’ ) non è di J.Carron, bensì di Rainer Maria Rilke. Andrebbe segnalato anche all’Eco di Bonaria ( io non sono capace…di entrare in un blog, non so dove prendere la password, ma questo è un’altro discorso…) Spero vogliate correggere l’inesattezza. Grazie per l’attenzione. Cordiali saluti nella gioia della Pasqua, Alessandra Shadlou Gruber

    Rispondi
    • Ringrazio per la segnalazione!
      Lo comunicherò anche all’ECO di Bonaria!
      Ricambio cordialmente il saluto e l’augurio pasquale!

      E’ possibile sapere dove Rainer Maria Rilke, che stimo moltissimo, l’ha scritto? così posso dirlo anche al direttore dell’Eco che si è fidato della mia segnalazione: evidentemente J. Carròn l’ha citato da qualche parte (non mi ricordo più dove!) ed io non sono andata a verificare se era una citazione o se era un suo pensiero! Però posso senz’altro segnalarlo all’ECO!

      Rispondi
  2. Salve..
    io ai tempi l’avevo letta se non mi sbaglio su un tatze-bao di Tempi che l’attribuiva al poeta tedesco..in realtà non si trova da nessuna parte tra le cose che ha scritto rilke.. da parte mia sul blog al posto di rilke ho messo “anonimo”..

    ps: complimenti per il sito

    saluti
    giovanni

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