L’altro giorno ho visto tra le chiavi di ricerca sul mio blog
il nome e cognome di una mia carissima amica che, nel 1994 è partita in missione per l’America latina e recentemente ci raccontava le sue imprese per raggiungere gli studenti dell’Università dell’Amazzonia che lì ha fondato grazie al Vescovo del luogo, Ci ha detto delle sue precarie corse in macchina tra gli alberi della foresta per raggiungere gli alunni e, con nostro stupore, abbiamo saputo che lì arrivano a “lezione” con il loro costume da indigeni.
Quando partì definitivamente, dopo esser stata per venticinque anni in Sardegna, volle scrivere al suo amico e maestro questa lettera che ho scovato nel web, sul sito di Tracce:
Cile – Esito gioioso di verità e di libertà
In attesa di altre notizie dalla sua nuova casa, pubblichiamo questa lettera che Giuliana Contini ha scritto a don Giussani – che conosce dall’età di quindici anni -, poco prima di partire per il Cile. Dopo quarant’anni di movimento, lei così fresca da assumere un nuovo sacrificio
Giuss carissimo,
volevo dirti di tutto cuore di non preoccuparti assolutamente se non dovessi trovare il tempo per salutarmi. Per me, ormai, è proprio come quando ero piccola: mi bastava quello che dicevi a tutti. Ogni giorno mi commovevo leggendo e rileggendo e immaginando quello che tu ci dici, come quando per la prima volta ti ho sentito a Varigotti spiegare il ventunesimo capitolo di Giovanni. La tua presenza, quello che ci fai vedere del volto di Cristo, partecipa della stessa consolazione commossa che dovettero provare i primi trovando sulla spiaggia quel pesce arrostito: «Siete amati. Cos’è la vita? Essere amati e l’essere che abbiamo addosso vuol dire essere amati, e il destino è essere amati. Questo è Gesù». Parto, totalmente serena ed affidata, per aiutare Cristo, per aiutare te a fare arrivare questo messaggio alla vita, al cuore di ogni uomo. È in questo tutto il bene, la consolazione, la letizia della vita. Grazie».
Giuliana












