39 anni fa – era sabato anche allora – ci siamo promessi eterna fedeltà e mi piace ripetere quella formula che ogni anno di più ha rivelato il suo straordinario e bellissimo significato:
Io accolgo te come mio/a sposo/a. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.
C’è tutto in quella che non è una formula vuota ma la sostanza del Matrimonio cristiano e indissolubile.

Ed è bello rileggere un brano donatomi qualche anno fa da una coppia amica:
La fedeltà è il nostro amore appoggiato su Dio che è fedele alla parola data. Lui per noi è la roccia.
Sulla sua fedeltà appoggeremo il trascorrere del tempo:
quando ci sarà il sole,
quando il dolore ci piegherà,
quando l’errore ci vorrà separare,
quando il dubbio ci renderà ambigui ricorderemo che ci siamo
donati fedeltà;
perché nessuno di noi due potrebbe essere se stesso lontano
dall’altro.
Non ci sono spazi in noi che non appartengono all’altro e
Non ci saranno mai fra noi proprietà sull’altro.
Per tutta la vita:
quando il vento sarà nostro amico,
quando il silenzio vorrà allontanarci,
quando nostro figlio ci chiamerà per la prima volta,
quando andrà via da solo.
Per tutta la vita:
quando mille impegni ci porteranno lontano,
quando non ci sarà che il nostro giardino per trascorrere il
giorno.
Quando gli amici allieteranno la nostra casa,
quando in lunghe sere avremo già detto tutto e con amore
impareremo a tacere insieme.
(pubblicato l’anno scorso sul vecchio blog)








