Galileo, rivoluzione francese, stato totalitario, ecc.

Ho appena finito di leggere “Controstoria – Una rilettura di mille anni di vita della Chiesa”  di Luigi Negri e sono davvero grata di aver trovato una esposizione così semplice , chiara e sintetica di mille anni di vicende storiche e di leggende più o meno nere che hanno popolato i nostri testi scolastici e le nostre teste secondo gli schemi voluti dal potere, da ogni potere di turno, cosapevolmente o inconsapevolmente accettato.

Interessante la vicenda di Galileo che sarebbe stato condannato dal tribunale ecclesiastico a recitare sette salmi penitenziali ma avrebbe incaricato la figlia , monaca di clausura, di dirli al posto suo; sorprendente scoprire che il grande inquisitore Guy reso famoso da “Il nome della rosa” di Eco era davvero un uomo di grande umanità come risulta anche dai suoi scritti. Ma è interessante scoprire cosa voleva la Rivoluzione Francese, cos’è stata la Vandea, come sono nati gli stati e i totalitarismi vari della nostra storia. Solo per dire alcune delle cose che mi hanno colpito.

Ne ho trovato la recensione in Culturacattolica.it e la copio:

Dalla PREFAZIONE di Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna

La questione della storia della Chiesa è seria per tutti. Ma non tutti – pastori, credenti, non credenti – se ne rendono conto in misura adeguata.
Sotto il profilo pastorale dobbiamo riconoscere che quando un ragazzo – dopo le lezioni di qualche insegnante, di solito più volenteroso nel suo laicismo che illuminato nella sua cultura – comincia a vergognarsi della storia della sua Chiesa, la sua fede è in grave pericolo. Non mi pare però che le comunità ecclesiali si dimostrino su questo punto attente e reattive.
Una intelligente prospettiva di fede imporrebbe di chiarire previamente chi sia la Chiesa di cui si raccontano le vicende.
È la Sposa del Figlio di Dio, che sotto la guida dello Spirito Santo si fa in ogni epoca l'”epifania” continuata e aggiornata del suo Signore? O è solo un organismo sociale, del tutto condizionato dalle capacità e incapacità degli appartenenti?
Sono interrogativi che propriamente si pongono soltanto entro una visione cattolica. Per chi ritiene che la sostanza del cristianesimo più che un evento sia un libro, che il Corpo di Cristo sia solo una somma di esperienze religiose individuali, che i sacramenti più che azioni vere e infallibili del Salvatore siano occasioni soggettive per ravvivare la fede, il problema ovviamente non si pone.
Ma anche all’interno delle discipline storiche la Chiesa è un caso a sé, se non altro perché al tribunale della storia sono tutti latitanti. I procedimenti sono tutti esistenzialmente archiviati, perché i possibili imputati sono estinti.
Sono estinti, tranne la Chiesa, la quale perciò – in virtù di questa singolare persistenza e della sua sorprendente vitalità – attraversa i millenni.
E così può venire caricata delle responsabilità di tutte le epoche.
Questa inalterata identità del soggetto può spiegare – ma non li giustifica – i troppo facili e troppo frequenti anacronismi che affliggono questa materia.
Se proprio si vogliono dare degli apprezzamenti morali, un criterio elementare di valutazione potrebbe essere quello di paragonare i fatti ecclesiali non alle idee di oggi, bensì agli omogenei fatti extraecclesiali contemporanei. Da questi raffronti la Chiesa non ha mai niente da temere. Per le sentenze assolute e sovratemporali sarà meglio aspettare il giorno dell’ultimo giudizio.
Confesso però che da qualche piccolo anacronismo sono tentato anch’io. Per esempio, al tempo del Terrore parigino, i condannati alla ghigliottina sarebbero stati allarmati o rassegnati, se la loro causa fosse stata trattata con i metodi oggettivi o garantisti della Santa Inquisizione, invece che da quelli sbrigativi dei tribunali rivoluzionari? E i “colpevoli” dell’età bolscevica non sarebbero stati felici di venir giudicati dallo stesso Sant’Ufficio che ha condannato Galileo alla recita dei sette salmi penitenziali?
Sono tentazioni però alle quali non credo. Poiché non sono un cuor di Leone, questi pensieri me li tengo per me.
Don Luigi Negri ci offre, in queste pagine, un aiuto validissimo per affrontare correttamente queste domande, facendo luce, con analisi rigorose e documentate, sulle “svolte discusse” della storia della Chiesa.
È un contributo prezioso, al quale auguriamo di cuore la più larga diffusione, nel segno di una grande speranza: c’è ancora gente che non vuol chiudere deliberatamente gli occhi alla verità.

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