“Quanto più il tempo passa, tanto più uno sente la fragilità etica, oltre che fisica”

Mi è venuta in mente un’applicazione particolare della preferenza. Il concetto di preferenza si identifica con il concetto di figlio. Il figlio è una preferenza: preferenza è un termine che “riconosce” immediatamente chi è Gesù. Perciò dobbiamo dirci tra noi come il Signore ci costringe a pensare che cosa sia, che cosa abbia fatto per il mondo, che cosa sia per il mondo la sua figura di Padre: attraverso un uomo che andava per le strade, che va per le strade – per le strade il volto di questo Figlio siamo noi -!

Noi siamo un po’ costretti dalle preferenze di Dio, siamo costretti a dare quel che non daremmo e a chiedere di aspettare quello che gli altri ci danno contrariamente al primitivo volere.

Oggi sono voluto venire per incontrarvi di persona, perché è una cosa enorme quella che Dio ci sta facendo, è un documento grande di quello che il Signore Gesù è per tutti gli uomini che nascono e che son nati e che nasceranno.

Una delle cose cui il Signore ci ha più “allenati” è il senso del proprio nulla, dell’impossibilità che la propria realtà di uomo ha di sostenere quello che il Signore ha fatto del suo disegno. Il disegno del mondo dipende da un nome: Gesù di Nazareth. E il disegno del mondo è qualcosa che incomincia la mattina quando uno apre gli occhi e termina a stento la sera quando uno li chiude. Quanto più il tempo passa, tanto più uno sente la fragilità etica, oltre che fisica, fisica ed etica: allora, vedendo le persone che il Signore si degna fargli vedere, capisce – e prima di tutto sente la gratitudine – perché il Signore gli dà questi genitori, gli dà questi compagni di cammino. E poi, il Signore attraverso queste persone rende possibile, mi fa guardare come possibile anche – diciamo la parola – la santità! La santità è il termine con cui si designa il contenuto del grande dono che è l’Angelo che va dalla Madonna, a parlare con la Madonna. Man mano che passano i giorni ha acquistato consistenza, che è un’evidenza, il fatto che uno era un “povero Cristo”: «Sono un povero Cristo io, però ci sei tu Cristo!», nella sorpresa che certe cose dette non esisterebbero se Dio non fosse, se non diventassero, se non fossero la più grande testimonianza al fatto che Dio è «Padre nostro che sei nei cieli…».

 

don LUIGI GIUSSANI, marzo 2004

About these ads
Articolo precedente
Articolo successivo
Lascia un commento

1 commento

  1. bellissimo quello che hai scritto……..

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 76 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: