Domande ai politici e ai giornali

Dal blog di Berlicche un post che condivido in pieno:

Interrogazioni di coscienza

by Berlicche

Possiamo scherzare su tante cose, possiamo scherzare sulla politica ma alla fine bisogna tornare seri. Bisogna tornare seri perché non c’è niente di più serio che la propria vita, che trovare il modo di vivere la propria vita senza sprecarla.
Quindi più che la politica, le manovre di questo o quel principe per cercare di tenersi o assicurarsi un cadreghino a me interessa una cosa: cioè come il mio essere cristiano si possa sviluppare nel mondo, possa essere efficace nel mondo. Io vorrei  questo fosse il mio criterio nel muovermi, perché sono convinto che il bene del cristianesimo sia anche il bene dell’umanità e del nostro paese.
Se Cristo è il centro del mondo e della storia non può essere altrimenti. Fosse diversamente vorrebbe dire che c’è qualcosa di più importante, di superiore rispetto a Dio stesso.

Questa preoccupazione è molto pratica e concreta. E genera, quindi, anche un giudizio su come i politici di cui sopra si stiano muovendo. Come ho detto in passato più volte io preferisco che mi governi uno che non si dice cristiano ma fa in maniera che il cristianesimo possa esprimersi, non sia ostacolato o perseguitato,  piuttosto che uno che dice di esserlo e poi opera in senso opposto, ottiene l’effetto opposto. Il mio agire nel mondo passa anche nel fare le scelte giuste su chi mi deve rappresentare, e chiedere loro conto di ciò che fanno.

La domanda che mi piacerebbe porre ad esempio alla Binetti é : ma a te che sei stata cacciata fuori dal Pd va bene riproporre la tua stessa esperienza a livello di partito? Dopo avere visto i risultati del congresso Pd, credi che sarete trattati meglio?
Agli esponenti “cattolici” di Udc, tipo Buttiglione o Volontè, vorrei domandare se visto che con i «temi etici» non si costruiscono programmi e alleanze, perché dovrei votare un politico o un partito che dice di ispirarsi a valori cristiani se poi questi risultano ininfluenti. Se si ispira, ma questi poi non contano niente, allora tanto vale andare da qualche altra parte, magari da qualcuno che lotti per ciò a cui dice di tenere e non aiuti chi invece lo vuole affossare. Dove finisce il cristianesimo teorico e inizia invece l’ateismo pratico?
Ad Avvenire, a Famiglia Cristiana  mi piacerebbe chiedere cosa si aspettano di ottenere sostenendo alleanze di questo genere. Maggiori vendite quando, inevitabilmente, ci arriverà la mazzata annunciata?  Che barricate faremo, se il nemico è già dentro perché l’abbiamo invitato noi stessi? E la Chiesa stessa, la CEI, che dice di ciò?
E poiché credo che le parole siano nulla se non si risolvono in azione, quelle domande le ho fatte davvero, per mail. Qualcuno mi ha anche replicato.
Provate anche voi. Cerchiamo di ottenere risposte o, quantomeno, interrogazioni di coscienza.

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2 commenti

  1. ErmannoDiSalza

     /  luglio 28, 2012

    Assolutamente giusto….. sono con te parola per parola

    Rispondi
    • Ti dirò che ho scritto in merito anche ad Avvenire e non solo io… qualcuno ha scritto anche ad alcuni di quei politici oltre che ai giornali che si dicono cattolici… E’ giusto che siano costretti a leggere (almeno) il parere delle persone… non a inventarselo in base a quel che gli fa comodo.

      Rispondi

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