«Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne.»

   «Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne.»

Ora, ridico che dovranno passare tanti mesi prima che ci rendiamo ben conto di  questa frase, di che significhi. Che la verità nasca dalla carne – e la verità è ciò che ci è stato annunciato, è Cristo, in cui tutto consiste – vuole dire che Cristo sia testimoniato e reso visibile dal tuo modo di alzarti al mattino, ché la carne è l’alzarsi al mattino; dal tuo modo di intrattenere i rapporti con i tuoi familiari, perché la carne è il modo di stare con i tuoi familiari; dal tuo modo di andare a scuola, perché la carne è la strada che devi percorrere per andare a scuola, è il treno, è il tranvai e l’automobile; dal tuo modo di affrontare la scuola e il professore e il contenuto e i libri e i testi e il tempo da non perdere.

Che la verità nasca dalla carne significa che la verità deve determinare un cambiamento – che la riveli presente – nel tuo rapporto con la ragazza, nel rapporto tra l’uomo e la donna, significa che deve determinare un cambiamento nel comportamento verso te stesso, nel modo di guardare te stesso, di sentire te stesso, di sentire fluirti dentro l’attaccamento all’esistenza, nel modo con cui reagisci al sentirti dentro tremare tutto o stancarti o annoiarti, nel modo con cui pensi al tuo passato, nel modo con cui tu guardi l’azione compiuta, nel modo con cui tu guardi questo presente, che sarebbe pieno di uggia, pieno di niente, di aridità, deserto, «nomi senza perché».

Che la verità nasca dalla carne vuole dire che cambino queste cose, perché non si comprende e non si arriva a Cristo, se non dal di dentro di questo cambiamento. La presenza di Cristo ora, «qui e ora», come diceva il Papa, è sperimentabile in – in, in! –, è sperimentabile attraverso questi cambiamenti.

Con la frase di tomistica memoria: «L’essere è là dove agisce». L’essere lo si percepisce presente dove agisce: se senti il suono di un “din don”, c’è una campana che vibra. L’essere è presente dove agisce. Cristo è presente in questo cambiamento della tua carne, cioè della tua umanità concreta.

Giussani Luigi , Ciò che abbiamo di più caro (1988-1989) – BUR Rizzoli 2011

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